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Chiusura dello stabilimento Atos, Adesso Trieste chiede impegni veri per dare futuro all’industria

Adesso Trieste interviene in merito all’ennesima crisi industriale innescatasi sul territorio triestino con la decisione di Atos di fermare la produzione nello stabilimento attivo nel settore dell’elettroidraulica e di prospettare, con soli 25 giorni di preavviso per singoli e famiglie coinvolte, agli 11 lavoratori rimasti il trasferimento in pr…
 |  Denis Locoselli  |  Politica
Adesso Trieste interviene in merito all’ennesima crisi industriale innescatasi sul territorio triestino con la decisione di Atos di fermare la produzione nello stabilimento attivo nel settore dell’elettroidraulica e di prospettare, con soli 25 giorni di preavviso per singoli e famiglie coinvolte, agli 11 lavoratori rimasti il trasferimento in provincia di Varese. 

«Si tratta dell’ennesima ferita industriale per la città, l’ennesimo segnale di un progressivo e drammatico impoverimento industriale del territorio giuliano - dichiara Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale - In questo caso, peraltro, non si tratta di un’impresa in difficoltà finanziaria o priva di prospettive ma di un’azienda che deliberatamente decide di cancellare un altro pezzo della manifattura triestina, senza alcun riguardo per le competenze e l’esperienza della forza lavoro. A fronte dell’ennesima chiusura la politica non può limitarsi ad intervenire a danno avvenuto e limitarsi a contare i posti di lavoro persi.

«Quante aziende dobbiamo ancora perdere prima che la difesa dell’industria triestina diventi una vera priorità delle istituzioni? Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, ma la solidarietà non basta. Regione, Comune e Governo centrale devono pretendere un confronto immediato con la proprietà e verificare ogni possibilità concreta per mantenere a Trieste attività, competenze e occupazione. Allo stesso tempo va convocato un tavolo interistituzionale permanente per progettare concretamente il rilancio industriale di un territorio nel quale ormai la manifattura contribuisce costantemente per meno del 10% della produzione di ricchezza».

«Questa vicenda è l’ennesimo sintomo di una totale mancanza di politica industriale a favore di uno sviluppo equilibrato del territorio, capace di garantire occupazione, innovazione e redditi adeguati e stabili - rimarca Andrea Marzoli, Coordinatore dell’Assemblea Economia di Adesso Trieste -. Serve riprendere in mano e utilizzare tutte le leve pubbliche necessarie per invertire la tendenza. Tra queste va assolutamente ricordato il potenziale utilizzo del regime di extradoganalità del Porto Franco Internazionale di Trieste, laddove le imprese utilizzassero catene di approvvigionamento e vendita del prodotto su direttrici extra-UE».
 
(C.S.)
 
 
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