Nucleare sostenibile, Martini (Noi Moderati): "Basta paure, l'Italia torni a produrre la propria energia"
«Per troppo tempo in Italia il dibattito sul nucleare è stato dominato da paure, slogan e contrapposizioni ideologiche. Oggi, con il via libera della Camera al disegno di legge sul nucleare sostenibile, si apre finalmente una stagione nuova, fondata sulla scienza, sull'innovazione e sulla sicurezza energetica del Paese». Lo dichiara Mirko Martini…
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Mirko Martini
«Per troppo tempo in Italia il dibattito sul nucleare è stato dominato da paure, slogan e contrapposizioni ideologiche. Oggi, con il via libera della Camera al disegno di legge sul nucleare sostenibile, si apre finalmente una stagione nuova, fondata sulla scienza, sull'innovazione e sulla sicurezza energetica del Paese».
Lo dichiara Mirko Martini, consigliere comunale di Trieste e consigliere nazionale ANCI, commentando l'approvazione alla Camera del provvedimento che punta a riportare l'Italia nelle condizioni di produrre energia da fonte nucleare attraverso tecnologie di nuova generazione.
«La verità è semplice: l'Italia è già circondata da centrali nucleari. Le abbiamo in Francia, in Slovenia, in Svizzera e in numerosi altri Paesi europei. Da decenni acquistiamo energia prodotta anche grazie al nucleare, pagando il prezzo delle scelte industriali altrui e rinunciando ai benefici economici, occupazionali e strategici che deriverebbero dal produrla in casa nostra. È una contraddizione tutta italiana: compriamo energia nucleare dall'estero e continuiamo a raccontarci di essere contrari al nucleare, ma finalmente il vento sta cambiando».
Secondo Martini, il provvedimento approvato da Montecitorio segna un cambio di paradigma importante.
«Non stiamo parlando delle centrali del passato. Il disegno di legge guarda alle tecnologie di nuova generazione, come gli Small Modular Reactor e gli Advanced Modular Reactor, sistemi progettati per garantire livelli di sicurezza elevatissimi e per integrarsi con le fonti rinnovabili all'interno di un mix energetico moderno e sostenibile».
Per l'esponente di Noi Moderati/Civica Idea Giuliana il tema non è scegliere tra nucleare e rinnovabili.
«Chi continua a impostare il dibattito come una contrapposizione tra nucleare e fonti rinnovabili sbaglia approccio. Le nazioni più avanzate stanno costruendo sistemi energetici diversificati nei quali convivono nucleare, idroelettrico, solare, eolico, accumuli energetici e innovazione tecnologica. È questa la strada che dovremmo seguire anche noi. L'obiettivo deve essere garantire energia sicura, continua e a prezzi accessibili per famiglie e imprese».
Martini richiama inoltre l'attenzione sul ruolo strategico dell'energia per lo sviluppo economico del Paese.
«Senza energia abbondante e competitiva non esiste crescita economica, non esiste reindustrializzazione e non esiste futuro per le nuove generazioni. Mentre altri Paesi pianificano il proprio futuro energetico per i prossimi cinquant'anni, l'Italia non può permettersi di restare ferma. L'energia è potere economico, è occupazione, è competitività, è indipendenza strategica».
Il consigliere comunale triestino guarda infine con particolare attenzione a quanto sta avvenendo oltre confine.
«Da cittadino del Friuli Venezia Giulia osservo con interesse il progetto sloveno Krško 2. Se la Slovenia investirà miliardi di euro per rafforzare la propria autonomia energetica, noi non possiamo limitarci a fare da spettatori. Dobbiamo aprire una riflessione seria sul ruolo che la nostra Regione può avere nei grandi progetti energetici dell'area e sulle opportunità che ne possono derivare in termini di sviluppo, controllo e sicurezza».
«Governare significa assumersi responsabilità e avere una visione di lungo periodo. Per questo credo che il tempo delle paure debba lasciare spazio al tempo delle decisioni. L'Italia, il Friuli Venezia Giulia e Trieste devono tornare a costruire il proprio futuro energetico, non limitarsi a comprare quello degli altri» conclude Martini.
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