Incendi, la Regione FVG firma il decreto di emergenza
La terra brucia e il Friuli-Venezia Giulia corre ai ripari decretando lo stato di emergenza. Nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto 2026, la Regione ha firmato il decreto d'emergenza per far fronte ai devastanti incendi che stanno lambendo l'alto Friuli. Contestualmente, la giunta ha esteso lo stato di massima allerta per la siccità a tut…
| Denis Locoselli | Cronaca

La terra brucia e il Friuli-Venezia Giulia corre ai ripari decretando lo stato di emergenza. Nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto 2026, la Regione ha firmato il decreto d'emergenza per far fronte ai devastanti incendi che stanno lambendo l'alto Friuli. Contestualmente, la giunta ha esteso lo stato di massima allerta per la siccità a tutto il territorio regionale, ampliando un provvedimento che fino a poche ore fa riguardava soltanto le fasce montane e pedemontane. Una mossa istituzionale necessaria per sbloccare fondi e velocizzare i soccorsi, mentre la macchina antincendio lavora senza sosta in condizioni climatiche estreme.
Il fronte più critico resta quello del Monte Amariana, dove il fuoco continua a divorare i boschi senza concedere tregua. Il bilancio ambientale è già pesantissimo: l'area colpita ha raggiunto un'estensione complessiva di circa 450 ettari, con una ferita profonda di oltre cento ettari concentrata nel solo territorio comunale di Amaro. L'origine del disastro risale a sabato scorso, quando un fulmine ha colpito la vegetazione in alta quota. Da quel momento, le temperature torride di questi giorni, i venti costanti e l'orografia impervia del terreno hanno trasformato una scintilla in un vero e proprio inferno di fuoco.
Per arginare il rogo è scattata un'imponente mobilitazione internazionale e interforze. Il cielo sopra l'Amariana è solcato da un continuo viavai di velivoli operativi. Le forze aeree includono un Canadair, costretto a fare la spola con la Carinzia per imbarcare i suoi 6.000 litri d'acqua a ogni viaggio, e due Air Tractor da 3.000 litri ciascuno, messi a disposizione dalla Slovenia grazie ai protocolli di collaborazione transfrontaliera. A supporto dei velivoli ad ala fissa operano cinque elicotteri: tre della flotta regionale, uno della compagnia Elifriulia e un mezzo pesante dell'Esercito Italiano decollato dalla base di Casarsa. Per accelerare i tempi di rifornimento e garantire una fonte idrica costante agli elicotteri, i tecnici hanno scavato d'urgenza delle grandi buche nel letto del fiume Tagliamento, nel tratto compreso tra Tolmezzo e Amaro.
A terra la situazione non è meno complessa. Circa trenta volontari della Protezione Civile sono schierati a presidio del comune di Amaro, supportati dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato e della Regione, dai Vigili del Fuoco e dai militari delle Forze Armate. Centinaia di donne e uomini stanno rischiando la vita per contenere il perimetro delle fiamme e mettere in sicurezza le infrastrutture.
Le autorità regionali hanno lanciato un appello perentorio alla cittadinanza per non ostacolare i soccorsi. Per evitare il fenomeno del "turismo dell'orrore", le forze dell'ordine hanno chiuso al traffico la Strada Provinciale 125, impedendo l'accesso a curiosi e passanti. C'è inoltre forte preoccupazione per la sicurezza dello spazio aereo: la Protezione Civile ha chiesto il divieto assoluto di volo per deltaplani e parapendii in tutta la zona. La presenza di velivoli sportivi privati potrebbe costringere i mezzi antincendio a terra, compromettendo le delicate manovre di spegnimento e mettendo a rischio l'incolumità dei piloti.








