Trieste, furto alla palestra Webfit di via Muratti
Iniziare la giornata con una sessione di allenamento mattutino è una sana abitudine per moltissimi triestini, ma l'alba di oggi, mercoledì 22 luglio, ha riservato un risveglio decisamente traumatico per diversi frequentatori del centro fitness Webfit. Chi si trovava nella struttura a ridosso di viale XX Settembre non avrebbe mai immaginato che, me…
| Denis Locoselli | Cronaca

Iniziare la giornata con una sessione di allenamento mattutino è una sana abitudine per moltissimi triestini, ma l'alba di oggi, mercoledì 22 luglio, ha riservato un risveglio decisamente traumatico per diversi frequentatori del centro fitness Webfit. Chi si trovava nella struttura a ridosso di viale XX Settembre non avrebbe mai immaginato che, mentre si concentrava su pesi e tapis roulant, qualcuno stava violando lo spazio intimo e apparentemente protetto degli spogliatoi.
Il colpo è andato in scena nelle prime ore della mattina, un momento strategico in cui il viavai di iscritti che si preparano per andare al lavoro è particolarmente intenso. Sfruttando probabilmente un momento di distrazione generale o muovendosi con estrema rapidità, i malviventi sono riusciti a introdursi nei locali spogliatoio. Con precisione e senza farsi notare, hanno forzato i lucchetti e le chiusure di alcuni armadietti, rovistando all'interno degli zaini e degli effetti personali degli sportivi.
La scoperta del raid è avvenuta nel modo peggiore: al termine della sessione di esercizi, alcuni iscritti sono rientrati per fare la doccia e rivestirsi, trovando le ante dei propri scomparti spalancate o danneggiate. All'appello mancavano oggetti di valore, portafogli e dispositivi elettronici custoditi all'interno.
La reazione è stata immediata. La direzione della struttura ha lanciato l'allarme e sul posto è intervenuta tempestivamente la Polizia di Stato per avviare i primi rilievi e raccogliere le testimonianze dei presenti. Gli agenti stanno ora analizzando gli elementi a disposizione per ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto e identificare i responsabili del gesto. Al vaglio degli inquirenti ci saranno molto probabilmente anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e dei punti di accesso, fondamentali per capire se l'autore (o gli autori) si sia finto un normale cliente o se abbia sfruttato un varco incustodito.
L'episodio odierno riaccende inevitabilmente i riflettori sulla sicurezza all'interno dei centri fitness della città, un tema sentito che purtroppo non rappresenta una novità isolata. Proprio le palestre dello stesso marchio erano già finite al centro delle cronache locali per dinamiche simili, come l'arresto in flagrante eseguito poche settimane fa dalle forze dell'ordine nella sede di piazzale Legnami.
Se da un lato lo staff delle strutture rinnova costantemente l'invito a non lasciare mai incustoditi oggetti di grande valore economico, dall'altro tra gli abbonati cresce il senso di vulnerabilità. Gli spogliatoi, concepiti come un'area di decompressione e privacy, si confermano purtroppo un bersaglio vulnerabile per i malintenzionati, capaci di colpire indisturbati nel tempo di qualche serie di esercizi.



