Tute da lavoro lavate a casa per vent'anni: condannato l’aeroporto di Trieste
L'obbligo di lavare le tute da lavoro a proprie spese, per oltre vent'anni, costa caro alla società di gestione dell'aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Il Tribunale di Gorizia ha infatti condannato l'azienda di Ronchi dei Legionari a risarcire sette dipendenti, ponendo fine a una prassi illegittima che andava avanti da decenni.
La vicenda ru…
| Denis Locoselli | Cronaca

L'obbligo di lavare le tute da lavoro a proprie spese, per oltre vent'anni, costa caro alla società di gestione dell'aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Il Tribunale di Gorizia ha infatti condannato l'azienda di Ronchi dei Legionari a risarcire sette dipendenti, ponendo fine a una prassi illegittima che andava avanti da decenni.
La vicenda ruota attorno alla manutenzione dei dispositivi di protezione individuale. Per circa venti anni, i lavoratori dello scalo triestino sono stati costretti a portare a casa le proprie divise protettive per igienizzarle a proprie spese. Una gestione ordinaria che però contrasta nettamente con le normative sulla sicurezza sul lavoro.
Il giudice del lavoro ha accolto pienamente il ricorso dei dipendenti. La sentenza ha ribadito un principio giurisprudenziale chiaro: quando l'abbigliamento ha una funzione protettiva e di sicurezza, la sua manutenzione e il suo lavaggio spettano esclusivamente al datore di lavoro. L'azienda non può scaricare questi costi, né logistici né economici, sul personale.
Inutili le tesi della difesa aeroportuale, che puntavano sul presunto consenso tacito dei dipendenti, colpevoli secondo l'azienda di non aver protestato formalmente per lungo tempo. Il Tribunale ha respinto questa linea, stabilendo un risarcimento totale di circa 10.000 euro per coprire le spese arretrate di lavaggio sostenute dai sette lavoratori, oltre alla condanna al pagamento delle spese legali.









