Una nuova luce per le periferie di Trieste: approvato il "Progetto Scintille"
Le periferie di Trieste si preparano a cambiare pelle. La giunta comunale ha dato il via libera definitivo a "Scintille", l'ambizioso piano di rigenerazione urbana pensato per riqualificare e connettere due dei rioni più popolosi e complessi della città: San Giacomo e Valmaura-Giarizzole.
Finanziato con un importante contributo della Region…
| Redazione sport | Cronaca

Le periferie di Trieste si preparano a cambiare pelle. La giunta comunale ha dato il via libera definitivo a "Scintille", l'ambizioso piano di rigenerazione urbana pensato per riqualificare e connettere due dei rioni più popolosi e complessi della città: San Giacomo e Valmaura-Giarizzole.
Finanziato con un importante contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia pari a 2.450.000 euro, il progetto promette di restituire dignità, verde e servizi a comunità che per troppo tempo hanno lamentato la carenza di spazi di aggregazione. Non si tratta del classico intervento calato dall'alto. Il punto di forza di "Scintille" risiede infatti nel suo percorso partecipativo: prima di tradurre le idee in planimetrie, l'amministrazione e i progettisti hanno avviato lunghe fasi di ascolto sul territorio. Questionari, assemblee pubbliche ed eventi nei rioni hanno permesso ai cittadini, alle associazioni locali e agli inquilini dell'Ater di esprimere bisogni e desideri. Il risultato è un masterplan concreto, premiato persino dall'ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) come buona pratica territoriale.
A San Giacomo, un rione storico caratterizzato da un'altissima densità abitativa e da una straordinaria vivacità multiculturale, la rigenerazione si concentrerà su due nodi cruciali. Il primo riguarda i locali comunali di via Caprin 18/1, un tempo sede del Centro Civico. Questi spazi verranno completamente ristrutturati per ospitare aree di co-working, sale espositive ed eventi culturali, offrendo una casa comune a start-up e associazioni di quartiere. Il secondo pilastro del piano toccherà invece l'ex Stabilimento Disinfezione, un'area industriale dismessa e degradata di proprietà dell'Ater. Qui nascerà un centro culturale e ricreativo polifunzionale circondato da piazze e aree verdi attrezzate, pensato soprattutto per offrire ai giovani del posto una reale alternativa alla strada.
Spostandosi verso la periferia sud, nei rioni di Valmaura e Giarizzole, le priorità cambiano. Il piano approvato si focalizza sul potenziamento dei parchi e sulla ridefinizione dei collegamenti stradali. L'obiettivo è ricucire un tessuto urbano frammentato da grandi infrastrutture, riducendo l'impatto del traffico e creando percorsi pedonali e ciclabili sicuri per incentivare la mobilità dolce. I quartieri di edilizia residenziale pubblica verranno così integrati in un sistema di parchi e spazi aperti e accessibili a tutti.Con l'approvazione formale si chiude la fase ideativa e si apre quella esecutiva.
I fondi regionali serviranno a finanziare la progettazione di fattibilità tecnico-economica, lo step decisivo per l'apertura dei cantieri. La strada è tracciata: Trieste scommette sulle sue "scintille" per accendere una nuova idea di città, dove i quartieri non siano semplici dormitori, ma veri laboratori di inclusione, sostenibilità e vita comunitaria.









