Morte del sub triestino Galletti: nuove responsabilità emergono dall’inchiesta romana

L’indagine sulla morte del SAT diver triestino Wolfrang Galletti compie un passo decisivo con l’iscrizione di altri tre indagati per omicidio colposo sul lavoro, tutti appartenenti alla società Rana Diving S.p.A. e coinvolti nelle operazioni subacquee svolte al largo dell’Angola nel 2019. I nuovi nomi si aggiungono al legale rappresentante della stessa società, già sotto esame per il ruolo ricoperto nel cantiere in cui il 42enne perse la vita durante il sollevamento di un pesante tubo a 80 metri di profondità. Secondo la ricostruzione della Procura di Roma, le modalità operative adottate non avrebbero garantito condizioni di sicurezza adeguate, contribuendo al distacco di un pallone aerostatico e al conseguente schiacciamento del sub. Nel procedimento figura anche il rappresentante della SBM Offshore, armatore della nave di supporto, ancora da identificare. La famiglia della vittima, assistita da anni da legali triestini, ha sempre respinto le richieste di archiviazione, ottenendo la prosecuzione delle indagini da parte del Gip del Tribunale di Roma. Dopo un lungo percorso giudiziario iniziato con una denuncia contro ignoti, l’inchiesta sembra ora avviarsi verso un possibile rinvio a giudizio. Resta fermo che ogni persona coinvolta è da considerarsi innocente fino a eventuale accertamento definitivo.
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