Il giallo di San Luigi, l'esecuzione dell'ex gioielliere tra Rolex e un tesoro da un milione

Il caso Granieri ha scosso Trieste non solo per la violenza del delitto, ma per i contorni quasi cinematografici che sta assumendo. Tutto inizia giovedì scorso, quando il corpo dell'ex gioielliere 73enne viene trovato nella sua casa di via Machlig. l'autopsia è cruda: Nicola Granieri è stato ucciso con un unico colpo di pistola alla testa, sparato da distanza ravvicinata, una vera e propria esecuzione.
Quello che rende la vicenda intrigante è ciò che la Polizia ha trovato (e non trovato) nell'appartamento. Nonostante la casa fosse stata messa a soqquadro, come se qualcuno cercasse disperatamente qualcosa, gli investigatori hanno recuperato un vero "tesoro": oltre un milione di euro tra contanti, lingotti d'oro e decine di Rolex. Questo dettaglio suggerisce due ipotesi: o il killer è stato disturbato e ha dovuto fuggire in fretta, oppure l'obiettivo dell'omicidio non era solo una rapina, ma qualcosa di molto più personale o legato a qualche debito o affare andato male.
Granieri era un uomo dalle molte facce: un pensionato che amava viaggiare (stava infatti pianificando di trasferirsi in Thailandia), ma che continuava a gestire un giro d'affari sommerso legato all'oro e ai preziosi. Ed è proprio in questa "rete" di contatti, che spaziava dai clienti locali a frequentazioni estere, che la Squadra Mobile sta cercando il colpevole.
Chi ha sparato sapeva come muoversi: non ci sono segni di scasso sulla porta, quindi Granieri deve aver aperto al suo assassino, e chi è entrato ha avuto la freddezza di manomettere le telecamere di sicurezza e portarsi via le memorie video per non lasciare tracce. Tuttavia, il killer potrebbe aver commesso un errore: sulle scale del condominio sono state trovate delle macchie di sangue che ora sono al vaglio della scientifica. Se quel sangue non è della vittima, il cerchio potrebbe stringersi molto presto attorno a un sospettato.



