Sit-in davanti al tribunale di Trieste per chiedere giustizia su Liliana Resinovich
Davanti al tribunale di Trieste si è svolto un sit-in pacifico organizzato da una trentina di familiari, amici e conoscenti di Liliana Resinovich. La manifestazione ha voluto denunciare la lentezza delle indagini sulla morte della donna, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata oltre venti giorni dopo nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni. La Procura della Repubblica, con la pm Ilaria Iozzi, procede con un fascicolo per omicidio che vede indagato il marito Sebastiano Visintin. I partecipanti hanno esposto cartelli con scritte come “Lilly io ci sono” e “giustizia rallentata, giustizia negata”. Presenti anche giornalisti e figure vicine alla Resinovich, tra cui la cugina Silvia Radin, l’amico Claudio Sterpin, il fratello Sergio e l’ex vicina Gabriella Micheli. Quest’ultima ha chiesto maggiore sensibilità da parte della Procura verso la famiglia. Restano aperti i dubbi sulle dichiarazioni del pizzaiolo Alfonso Buonocore riguardo ai sacchi regalati a Liliana nel 2019, che alimentano ulteriore confusione.



