Caso Resinovich, nuovi interrogativi sul cordino

Non sono i sacchi neri a mettere in discussione l’ipotesi del suicidio di Liliana Resinovich. Secondo il medico legale Barisani, consulente di Sebastiano Visintin, la donna sarebbe stata picchiata prima di morire. Il vero nodo resta il cordino, reperto mai spiegato in modo convincente e privo di impronte della vittima. Intanto il marito indagato si è presentato in questura, mentre la Procura mantiene il silenzio. La famiglia parla di “situazione assurda” e chiede chiarezza. L’avvocato Nicodemo Gentile, legale del fratello Sergio, invita a fare luce sulle circostanze legate ai sacchi neri e sulle testimonianze emerse. Restano aperti i dubbi su figure e dettagli mai chiariti, che continuano ad alimentare il mistero attorno alla vicenda.
(Fonte il Piccolo)



