La statua del pinguino Marco sulle Rive, scelta semplice e simbolica

Da un paio di settimane la città di Trieste ha ottenuto una nuova statua sul mare di un suo vecchio e simpaticissimo simbolo. Sulle Rive, alla radice del molo Pescheria, è stata esposta la statua in bronzo del pinguino Marco insieme a una bambina, in un gesto di memoria e affetto che la città attendeva da tempo.
Un po’ di storia per i triestini troppo giovani per ricordare: Marco è stato un pinguino, - sì, un pinguino - vissuto a Trieste dal 1953 al 1985, proveniente dal Sud Africa tramite delle navi di scambio commerciale. Soggiornava presso l’Aquario marino alternando momenti di convivialità con i cittadini, specialmente con i bambini, con cui spesso legava dei rapporti di familiarità sorprendente. La nuova scultura in bronzo che lo immortala riassume quella sua tenerezza. La bambina che lo affianca, inoltre, è ispirata a uno scatto vero del 1976 del fotografo Claudio Erné, in cui la piccola osserva con curiosità squisitamente infantile l’animale poco prima di accarezzarlo.
Fin dal 2021 si parlava di dedicare un monumento a Marco, per celebrare la sua importanza simbolica nella vita cittadina. Ma i tempi si dilatarono: attese per l’inaugurazione in concomitanza con la riapertura dell’Aquario, discussioni sulla collocazione, e il desiderio di rendere giustizia a un animale che aveva conquistato il cuore di tante generazioni. Quando l’Aquario è rimasto chiuso per le necessità impiantistiche, si è deciso di non rimandare ulteriormente: l’opera è stata collocata sulle Rive, come se Marco tornasse da sé al suo mare. Questa scelta, semplice e simbolica, è anche un segno che la memoria non può attendere quando è così urgente e viva. Trieste ha restituito a Marco un posto tra le sue pietre e il suo orizzonte marino. E chiunque passi su quelle Rive ora lo incontrerà ogni giorno, come vecchio amico immortalato nel tempo, e magari sorriderà.
ELEONORA CARCARINO



