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L'anno che verrà, Zinnanti guarda alla politica: "Serve più dialogo e più serietà e meno arroganza"

UN ANNO SE NE VA: TRA SPIRAGLI DI PACE E PROMESSE MANTENUTE (POCHE!) COME SARA' IL 2025 ?   Come nelle migliori tradizioni del periodo, siamo andati a ripescare ciò che ci eravamo detti più o meno un anno fa per scoprire se eravamo stati buoni profeti e se, soprattutto, il 2024 ha regalato chiari indirizzi di ripresa alla nostra città. Par…
 |  Redazione sport  |  Cronaca
UN ANNO SE NE VA: TRA SPIRAGLI DI PACE E PROMESSE MANTENUTE (POCHE!) COME SARA' IL 2025 ?
 
Come nelle migliori tradizioni del periodo, siamo andati a ripescare ciò che ci eravamo detti più o meno un anno fa per scoprire se eravamo stati buoni profeti e se, soprattutto, il 2024 ha regalato chiari indirizzi di ripresa alla nostra città.
Partendo dal macro per arrivare a Trieste, i segnali di guerra sono stati devastanti in tutto quest'anno con bombardamenti costanti e innumerevoli vittime civili che hanno riguardato non solo la martoriata Ucraina, ma anche Gaza con estensione al Libano meridionale. Insomma, il delirio bellicista ha continuato a mietere, imperterrito, le sue vittime.  Su un quadro davvero fosco la scacchiera si è rimessa in movimento a seguito dell'elezione del nuovo-vecchio presidente americano Donald Trump. Il cambio di passo rispetto all'amministrazione Biden, anche in anticipo al suo formale insediamento che avverrà nei primi giorni del 2025, c'è indubbiamente stato. In tal senso, va letta la recentissima e fragile tregua in quel di Gaza tra Hamas (o quel che ne resta)  e Israele, la sua possibile estensione anche al Libano meridionale con gli Hezbollah in forte difficoltà dopo il fulmineo crollo del regime siriano di Assad e la ripresa, per ora per interposta persona, del dialogo tra Putin e Zelensky per arrivare ad una tregua che metta fine alla mattanza della popolazione civile.   Indubbiamente, parlare di pace vicina in ognuno di questi scenari appare fin troppo ottimistico però i segnali, sia pure fragili e sempre a rischio di smentita, sembrano piuttosto consolidati e speriamo davvero che la diplomazia, magari con un rinnovato ruolo della vecchia e debole Europa, torni ad essere protagonista sostituendo le parole alle armi.
Con questa speranza nel cuore volgiamo lo sguardo alla nostra Trieste.
 
E PER TRIESTE, ALLORA, COME SARA' L'ANNO CHE VERRA' ?
 
Il commento dell'anno scorso l'avevamo incentrato su tre scommesse che, se vinte, avrebbero potuto delineare un futuro migliore per la città.
La prima aveva a che fare con l'augurio che il boom turistico locale venisse consolidato attraverso scelte di qualità con mostre e nuovi musei che ne esaltassero le caratteristiche storiche e culturali, a scapito di un certo frenetico turismo mordi e fuggi che dal centro si sta estendendo alla periferia con fenomeni come la crescita degli affitti brevi o la moltiplicazione dei locali di ristorazione che, oltre una certa soglia di tolleranza, paiono davvero rischiosi per la tenuta sociale della città. Ebbene, a un anno di distanza, registriamo il grande successo di mostre come Van Gogh e Ligabue (ma anche Salgado!), la ritrovata centralità di parco e museo di Miramare, l'apertura di un primo lotto del nuovo Museo del Mare e di Letteratura Trieste e  un pacchetto, piuttosto nutrito, di iniziative legate al settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all'Italia, nonché una serie notevole di spettacoli teatrali di livello internazionale.Sin qui le note positive. Quelle negative riguardano, ad esempio, la mancata riapertura dell'Acquario Marino (ancora incerta causa una serie infinita di guai tecnici), la mancanza di parcheggi (cui solo in queste ultime settimane si è pensato di mettere qualche rabbercio tra la sosta in piazzale Santos e quella presso il Mercato all'ingrosso!) e la totale assenza di una benché minima programmazione che offra al turista una serie di servizi accoglienti e su misura che invoglino l'ospite a tornare nella nostra bella città.
Passando al settore manifatturiero, rispetto ai nostri passati auspici, rileviamo come solo l'impegno di un colosso come Msc è servito a dare uno sbocco positivo alla crisi della Wartsila con un totale assorbimento degli esuberi e la chiara individuazione di un settore, come quello della produzione di carri ferroviari merci, che appare in deciso sviluppo e tale da garantire prospettive interessanti al sito di San Dorligo. Nel segno meno, registriamo le crisi conclamate di aziende quali la tessile Tirso e l'elettromeccanica Flex, la cui soluzione, nonostante la presa in carico da parte delle istituzioni, non appare tuttora prossima. Quanto al porto, staremo a vedere il nome del nuovo presidente dell'Autorità di sistema portuale: se sarà un candidato "locale" è facile prevedere una sorta di continuità con la preziosa opera di rinnovamento e rilancio posta in essere da un presidente "illuminato" come Zeno D'Agostino, se sarà un "foresto" il futuro ci appare più fumoso con il rischio di far fare allo scalo passi da gambero verso un passato che speravamo di aver superato una volta per tutte.
Focus, finale, sul nostro beneamato Comune.  E qui, ad un anno di distanza, ne scopriamo davvero delle belle. 
Tram di Opicina: dopo il nulla-osta alla riapertura reso nei giorni scorsi da Ansfisa, ora siamo alle prove di pre-esercizio con un'unica vettura collaudata e con la necessità di far fare "pratica" ai nuovi conduttori del tram. Nonostante le ennesime promesse del Sindaco (e dei suoi brillanti funzionari), per un riavvio del servizio a pieno regime, ne riparliamo a febbraio 2025. 
Nuova piscina terapeutica: le chiacchiere stanno a mille, i fatti a zero. In una continua oscillazione tra opera pubblica o lancio di una finanza di progetto, dopo il recente "innamoramento" dell'idea proposta dalla mantovana Castiglione, pare che in Municipio abbiano definitivamente abbracciato la strada della finanza di progetto perché, dixit l'assessore Bertoli, "più breve e con meno oneri a carico del Comune". Mahh. Intanto gli anni passano e i frequentatori dell'ex Acquamarina restano tuttora al palo.
Stadio Rocco: qui c'è voluta la recente "cucitura" del manto erboso per risolvere definitivamente i disastri iniziati nell'estate del 2023 e, auspice il ritorno di un mister di classe come Attilio Tesser, speriamo che il futuro della Triestina calcio sia davvero luminoso!  Litorale di Barcola: restano ancora da completare i lavori ai Topolini "centrali", per il resto lavori, finalmente, completati!. Chiudiamo, in bellezza, con l'ovovia.  Qui siamo all'apice dell'arroganza comunale che, persi (e malamente) i finanziamenti Pnrr, ha recuperato in extremis un finanziamento ministeriale a totale copertura dei costi di un'opera che la maggioranza dei triestini ritiene inutile, dannosa per l'ambiente ed economicamente insostenibile. Si attendono, nelle prossime settimane, le sentenze del Tar sui tre ricorsi pendenti e poi l'ulteriore corso della procedura urbanistica e di approvazione del progetto, prima di capire se quest'opera vedrà veramente la prima pietra.
 
In conclusione, che dire? Cosa auspicare per il futuro della città? Più serietà e meno arroganza. Più dialogo e meno "Decido io quello che voglio!" Più accoglienza e meno chiusure, anche perché, tanto per dirne una, è vero che i migranti "senza tetto" sono stati sloggiati dal Silos ma sono riapparsi in Porto Vecchio (e parzialmente sfrattati anche da lì) sempre in condizioni precarie ed inumane e sarebbe sempre ora (vero signor Sindaco) che Trieste, intesa come istituzioni e non come Rete di associazioni di volontariato, si dia veramente una mossa per offrire al rifugiato un tetto ed un pasto caldo, come l'umanità, prima di qualunque altra considerazione, richiede.
Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti voi !
 
Mauro Zinnanti
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Ferroedil Italia S.r.l. - oltre 40 anni di esperienza nella lavorazione del ferro: cancelli, ringhiere, carpenteria metallica - Trieste
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