Buona notte, Trieste: domani si ricomincia dal profumo di sardele

Buona notte, Trieste: domani si ricomincia dal profumo di sardele
Il Commento del Giorno — lunedì 10 agosto 2026
Trentadue gradi e mezzo, zero gocce d'acqua, il Carso che brucia. Ma anche i remi di Muggia, due ragazze verso Miss Italia e una festa che torna dopo sette anni. Il riassunto della sera, per chi ci ha seguito fin qui.
Prima di tutto il resto: grazie. Anche oggi ci avete seguito in tanti, e non è una formula di cortesia — è la ragione per cui ogni sera ci sediamo a mettere in fila la giornata.
E che giornata, cari lettori.
Il cielo, che oggi ha comandato tutto
Cominciamo da lì, perché tutto il resto è venuto dopo. Trentadue gradi e sei decimi nel pomeriggio, minima che non è mai scesa sotto i ventidue e sette, e di pioggia neanche l'ombra: zero, come ormai da settimane.
È il tipo di caldo che non fa notizia sui giornali nazionali ma che qui si sente addosso tutto il giorno. Quello che ti prende alle tre del pomeriggio in via Carducci e non ti molla, con l'asfalto che di notte restituisce quello che ha preso di giorno e le finestre spalancate che servono a poco. Chi lavora fuori — cantieri, banchine, mercati, chi guida tutto il giorno — oggi ha fatto una fatica che chi sta in ufficio con l'aria condizionata fa persino difficoltà a immaginare. E chi è anziano, magari solo, in un appartamento all'ultimo piano, ha passato una giornata che di leggero non aveva nulla. Non a caso oggi si è tornati a parlare anche di qualità dell'aria e di valori dell'ozono: con questo sole, il respiro della città è un tema serio.
Il guaio è che la settimana non promette tregua. Domani si sale ancora, verso i trentacinque gradi: la giornata più calda del periodo. C'è un trenta per cento di possibilità di pioggia, ma noi lo guardiamo come si guarda un miraggio nel deserto — con speranza e poca fiducia. Poi mercoledì, giovedì e venerdì si resta stabilmente sopra i trenta, Ferragosto compreso, e la prima vera occasione di acqua si intravede solo verso l'inizio della settimana prossima. Tradotto: altri sette giorni di terra secca.
E terra secca, dalle nostre parti, vuol dire una cosa sola.
Il Carso che ha fatto paura
Fiamme tra Monfalcone e Duino, la Napoleonica di nuovo sotto assedio, il fumo che ha costretto a chiudere pezzi della Statale 14, e più su, in Carnia, altri fronti aperti. A Gorizia il sindaco Ziberna ha firmato un'ordinanza che vieta praticamente qualsiasi fiamma all'aperto, giardini e orti compresi. Sembra un eccesso, finché non si guarda quanto è secca l'erba dietro casa.
E allora la seconda riga di questa buonanotte è per loro: vigili del fuoco, elicotteristi, volontari della Protezione Civile, forestali. Mentre noi cercavamo un po' d'ombra, loro stavano dentro il caldo del fuoco, con addosso chili di attrezzatura, a quaranta gradi percepiti. Grazie non basta, ma stasera è quello che abbiamo.
Sul fronte politico, curiosamente, oggi le distanze si sono accorciate: la Lega chiede un tavolo permanente sulla prevenzione, il PD ha depositato una mozione che punta nella stessa direzione. Prendiamone nota — e ricordiamocelo a novembre, quando il Carso sarà verde e l'argomento non farà più notizia.
Ma la giornata, per fortuna, non è finita lì.
Le cose belle di oggi
Perché mentre da una parte si spegneva, dall'altra Muggia remava. La Vogadamata 2026 ha regalato la solita, splendida confusione di colori sull'acqua, con la compagnia Brivido a prendersi la gara di velocità. E poi due ragazze di casa nostra, Aurora Dario da Gorizia e Matilde Coccoluto da Trieste, che si sono guadagnate le prefinali nazionali di Miss Italia: in bocca al lupo da tutti noi, fatele vedere com'è fatta la gente di frontiera.
La notizia che però stasera vale una birra fresca è un'altra, e chi vive qui la aspettava da sette anni: torna la Sagra de la Sardela. Dal 12 al 16 agosto, cinque sere a ingresso libero, e per la prima volta nella pineta accanto alla Fontana di Barcola, con il mare davanti. Quintali di sardele, fritte e alla griglia, musica e comici triestini sul palco. Sette anni sono tanti. Certe cose, quando tornano, non sono soltanto una festa: sono un pezzo di città che si rimette in piedi.
E il resto della settimana promette bene: i fuochi di Ferragosto a Grado, le Notti del Vino a Sgonico con la malvasia sotto le stelle, il varietà sveviano nel giardino del Museo Sartorio, le serate d'estate in Val Rosandra. Non manca niente. Manca solo un po' di pioggia, e quella non la sa organizzare nessuno.
Per domani
La sveglia suonerà su una regione ancora in allerta e su un termometro che punta ancora più in alto di oggi. Quindi: acqua in borsa, ombra nelle ore centrali, una telefonata a chi è anziano e sta solo — che a volte è l'unica cosa che serve davvero. E prudenza assoluta: niente fuochi, niente sigarette buttate dal finestrino, e attenzione a ogni filo di fumo, perché una segnalazione fatta in tempo vale più di dieci autobotti.
Però suonerà anche su una città che tra due giorni si siede in pineta a mangiare pesce azzurro guardando il tramonto.
Noi ve lo auguriamo di cuore: che il commento di domani sera sia più corto sui roghi e più lungo sulle cose belle.
Grazie di averci seguito anche oggi, e così numerosi. Buona notte da Il Meridiano.
La Redazione de Il Meridiano.







