Pillole di stagione, Zinnanti: "I paurosi del project in Porto Vecchio, la grana musei"
| Redazione sport | Commento del giorno

Mauro Zinnanti
CHI HA PAURA DEL PROJECT IN PORTO VECCHIO?
Dopo le "bastonate" del Tar Friuli Venezia Giulia che ha annullato entrambe le procedure ambientali sull'ovovia, chi si aspettava un atteggiamento più prudente e "dialogico" sull'altra grande partita che interessa il futuro della città, ovvero quella relativa a Porto Vecchio, rischia di rimanere profondamente deluso.
Infatti è di qualche giorno la notizia dell'avvio della procedura screening di Via da parte dell'Amministrazione regionale sul progetto proposto dalla Costim per la valorizzazione di Porto Vecchio. Per chi non fosse un esperto della materia, si tratta di quella procedura finalizzata a valutare se un determinato progetto abbia o meno effetti rilevanti sull'ambiente. Nel primo caso, la procedura si conclude con il contestuale avvio di una più articolata e complessa procedura di Valutazione di impatto ambientale. Nel secondo caso il procedimento di screening sfocia in un provvedimento conclusivo che dà atto dei pareri ricevuti e normalmente formula alcuni limitati interventi compensativi e migliorativi rispetto al progetto proposto. La tempistica dello screening di Via è molto contenuta. Si articola in una prima fase di raccolta dei pareri dei soggetti interpellati ma anche da parte di qualunque cittadino che è di 30 giorni. Di una seconda fase di 15 giorni in cui la Regione può chiedere integrazioni al proponente. Nei successivi 15 giorni sempre la Regione chiude la procedura con una decisione che potrà essere positiva o potrà richiedere invece che il progetto venga assoggettato ad una vera e propria procedura di Valutazione di impatto ambientale. Nel mentre il procedimento di screening nei casi di particolare complessità potrà godere di un'unica proroga per ulteriori 20 giorni, la Via è molto più complessa e richiede una tempistica variabile tra 150 giorni ed un anno. Da notare, tanto per essere chiari, che la definizione degli aspetti ambientali è determinante ai fini della conclusione dei lavori della Conferenza dei servizi indetta dal Comune sul progetto di Costim quasi un anno fa'. Se questa fase si dovesse concludere, come da auspici comunali, con un esito favorevole della procedura di screening, il progetto andrebbe validato (e qui il Comune si è già mosso per individuare il soggetto che dovrà certificare il project) e potrebbe, infine, essere messo a gara. Fatti due conti, nelle più ottimistica delle previsioni, la gara potrebbe essere bandita entro fine anno.
Da tutto quanto sin qui illustrato, è facile dedurre come siamo di fronte ad uno dei snodi fondamentali in una partita fondamentale per il futuro della città quale quella del riuso di Porto Vecchio. Infatti, a fronte di una proposta di Costim che è stata sinora ampiamente secretata dall'Amministrazione comunale e votata dalla sola maggioranza nella seduta del Consiglio comunale del 14 ottobre 2024, solo nell'ambito della procedura di screening i singoli cittadini, le organizzazioni ambientaliste, le associazioni sportive o culturali, gli istituti di ricerca od universitari, insomma tutti i soggetti interessati avranno facoltà di dire la loro, di far sentire la loro opinione sugli aspetti ambientali della proposta oggetto di esame. Ora, o mai più. Vista la rilevanza strategica del tema le opposizioni di centrosinistra, con prima firmataria la consigliera pentastellata Alessandra Richetti, hanno chiesto la convocazione della sesta Commissione consiliare per una riunione da dedicare interamente all'esame della proposta Costim. Richiesta se vogliamo semplice e non polemica, ma volta unicamente ad esercitare il diritto democratico al dialogo ed all'approfondimento dei temi. Ebbene, qual'è stata la risposta dell'ineffabile presidente della suddetta Commissione, il neo vannacciano Salvatore Porro? Commissione convocata per il prossimo 30 giugno! Convocazione assolutamente inutile in quanto proprio il 30 giugno scade il termine in cui la Regione dovrà chiudere, in un senso o nell'altro, la procedura di screening. Vedremo se le prossime mosse dell'opposizione di centrosinistra (a partire dalla conferenza stampa indetta per lunedì 30 marzo) serviranno ad ottenere una nuova convocazione della Commissione per poter svolgere il richiesto confronto e poter emettere un parere informato in tempo utile.
Forse saremo davvero prevenuti e "di parte", ma, visti i precedenti, non ci facciamo troppe illusioni. Questa maggioranza e questa giunta troppe volte hanno dimostrato di non gradire il dibattito libero ed il confronto pubblico. Lieti di essere smentiti.
SCOPPIA LA GRANA MUSEI: POCHI SOLDI, ORARI RIDOTTI E COMPORTAMENTI ANTISINDACALI
Che il turismo a Trieste sia letteralmente scoppiato è un dato di fatto, con numeri in continua crescita e con un incremento del gettito della tassa di soggiorno piuttosto rilevante. Uno dei segmenti che stanno accompagnando questa crescita turistica è certamente quello culturale che, oltre al Castello di Miramare, conta su una serie di contenitori museali tutti di pertinenza comunale. E qui cominciano i guai. Dopo le note vicende del personale sottopagato, a dicembre del 2024 era stata bandita una nuova gara d'appalto vinta dal consorzio Cns di Bologna, che ne ha affidato la gestione alla cooperativa Cristoforo. Da subito era apparso evidente che i calcoli comunali erano stati fatti "al risparmio", tanto da poter garantire l'apertura dei musei solo fino alle 16. Era intervenuto l'assessore alla cultura Rossi e quantomeno per il 2025 erano state trovate le risorse di bilancio per incrementare gli orari di apertura dei musei. Ora, a 2026 iniziato da qualche mese, è sempre Rossi a lanciare un nuovo segnale d'allarme in occasione di una recente riunione della Commissione trasparenza: "Il nostro non è il bilancio più bello del mondo, io non sono il ragioniere capo, non sono il direttore generale, non sono l'assessore al Bilancio, ma sono aziendalista: in base a quello che mi danno, io costruisco i servizi. Ma in una città come la nostra sono stati raggiunti degli obiettivi sul turismo e la cultura che altri settori non hanno raggiunto, ed è impensabile chiudere i musei alle 16, non esiste da nessuna parte al mondo. Il budget ci consente di andare avanti fino a settembre, ottobre, poi vedremo. Ma il mio impegno è trovare le risorse". Che la partita sia piuttosto calda è evidente anche dalle agitazioni sul fronte sindacale che, soprattutto da parte del sindacato autonomo Fesica-Confsal (storicamente impegnato in prima fila in questo settore), hanno portato ad intentare una causa per condotta antisindacale contro la cooperativa Cristoforo con il giudice del lavoro che sembrerebbe aver dato ragione all'organizzazione ricorrente. Non solo. La medesima organizzazione sindacale si è rivolta anche al Comune richiamando l'ente ad esercitare il suo diritto-dovere di vigilanza per il buon andamento del servizio. Il segretario della Fesica-Confsal Filippo Caputo non usa mezzi termini per descrivere la situazione:"il Comune in qualità di stazione appaltante ha potere di vigilanza sulla cooperativa. Ma, nonostante segnalazioni ed incontri, la situazione è immutata: cooperativa inadempiente, Comune inerte. Il solo assessore Rossi ha dimostrato disponibilità al dialogo e a dei miglioramenti delle condizioni di lavoro". Ci aspettiamo, come auspicato dallo stesso Rossi, che il Comune trovi le risorse che mancano e che la Cristoforo sia ricondotta al massimo rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori: ne va dell'immagine e del decoro di uno dei settore trainanti nel successo turistico della città.
Mauro Zinnanti
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Parole chiave: Primo piano, Trieste





