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Pillole di stagione, Zinnanti: "Fedriga bye bye, emergenza Don Milani, cooperazione transfrontaliera"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
TERZO MANDATO DI FEDRIGA?  BYE, BYE.
 
La notizia, va detto, è passata un po' sotto silenzio, nonostante la sua indubbia rilevanza per i futuri scenari politici locali. A margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale amministrativo regionale, interrogato per l'ennesima volta sulla prospettiva del terzo mandato in veste di presidente del Friuli Venezia Giulia, il governatore Fedriga così si è espresso: "Di politicamente morto non c'è nulla. Ma il terzo mandato allo stato attuale mi sembra molto difficile".  E se lo dice lui che di questa battaglia è stato uno dei paladini più convinti c'è proprio da credergli. A Roma non tira aria. Soprattutto dopo la recente sentenza della Corte costituzionale che ha cassato la recente legge elettorale della Provincia autonoma di Trento, ritenendo illegittimo l'ennesimo tentativo di far rientrare dalla finestra il terzo mandato, in quanto in contrasto con un principio fondamentale dell'ordinamento che, allo stato attuale, non prevede "terzi mandati" per nessun presidente di regione o di provincia autonoma. Il buon Massimiliano commenta a suo modo questa sentenza: "Non mi è piaciuta: se una legge ordinaria dello Stato può entrare nelle competenze esclusive di una regione autonoma, vuol dire che può farlo su qualsiasi materia". In realtà, le cose non stanno esattamente così in quanto, come sancito dalla Corte, fino a quando non cambia la legge elettorale statale per le regioni ordinarie, anche le speciali, piaccia o non piaccia, devono adeguarsi al principio che prevede la possibilità solo di un doppio mandato per i presidenti di regione. Del resto la medesima cautela è prevista anche per i sindaci e la volontà del legislatore è evidente. Si tratta semplicemente di equilibrare il forte potere riconosciuto a presidenti e sindaci grazie al diretto voto popolare con la previsione di un mandato che potrà essere al massimo decennale: e scusate se è poco!  Comunque sia anche Fedriga, alla fine, l'ha capita e da qui al 2027 ne vedremo delle belle in quando dovrà scegliere cosa fare da grande: puntare su Roma per "cercare" un incarico ministeriale oppure giocare la fiche per candidarsi a fare il prossimo sindaco di Trieste?  Vi terremo aggiornati. Un dato è certo in entrambi i casi, ossia la prematura fine della legislatura regionale con un vero e proprio "ingolfamento" elettorale nel 2027. A Trieste, se le cose dovessero andare come da previsioni, il prossimo anno si voterà per Comune, Provincia, Regione e per le politiche:  povero elettore, speriamo non faccia confusione con tante schede in mano!
 
AHI, AHI, AHI: CONTINUA L'EMERGENZA ALLA DON MILANI.
 
Ah, certo che siamo proprio in buone mani! Qualche settimana fa vi avevamo descritto la penosa sorte della palestra Don Milani che, dopo anni di mancate manutenzioni, s'è arresa alle intemperie. E infatti, a causa di ripetuti allagamenti che hanno interessato anche il parquet, ha dovuto chiudere i battenti in attesa di un intervento tampone.  Apprendiamo dalle dichiarazioni dell'assessora Lodi che le criticità dell'impianto non sono affatto risolte: "In una prima battuta i lavori di ristrutturazione non sono andati bene. Ora stiamo procedendo con un ulteriore intervento per tamponare l'emergenza con l'obiettivo finale di risolvere il problema in via definitiva". Ohibò: e qual è l'ulteriore intervento? Da fonti bene informate (ovvero dalle società che usufruiscono dell'impianto) ecco la realtà per come ci è stata rappresentata. Innanzitutto, si confida nella benevolenza di Giove Pluvio ovvero che non piova, tanto per essere chiari. Secondariamente, sono stati posizionati alcuni teloni di plastica con funzioni di protezione del parquet, al fine di evitare danni e possibili  dichiarazioni di inagibilità della palestra. Tutto qui? Al momento pare proprio di sì. Dilettanti allo sbaraglio e che Giove, lassù, ci protegga ancora per un po'.
 
GORIZIA - NOVA GORICA E TRIESTE - KOPER: DUE ESEMPI, VIRTUOSI, DI COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA.
 
In un mondo sempre più rissoso (per usare un eufemismo), fa piacere leggere, ogni tanto, notizie positive di una concreta collaborazione transfrontaliera a tutto beneficio delle comunità coinvolte.
La prima riguarda il recente acquisto da parte dell'Università di Nova Gorica di palazzo Paternolli (nella centralissima piazza Vittoria, a Gorizia) con l'obiettivo di farne una residenza per studenti universitari perfettamente transfrontaliera. Infatti, vi potranno accedere sia i giovani che seguono i corsi a Nova Gorica, sia gli iscritti alle facoltà goriziane.  Si tratta di un evidente (e benefico) effetto del clima di vera collaborazione che si è instaurato tra le due città anche grazie a Go 2025! e del lavoro che si sta facendo per unire sempre più le due Gorizie. Davvero lungimirante l'imprenditore lombardo Roberto VIsconti che ha ristrutturato palazzo Paternolli e l'ha venduto all'Università vicina, pur mantenendo la gestione del complesso. L'edificio (che al piano terra ospita il nuovo infopoint di Promoturismo) può contare su 45 camere singole e sei doppie, cui si aggiungono tre camere con dotazioni speciali per studenti diversamente abili. La struttura sarà operativa ai primi di aprile e, come detto, potrà ospitare studenti di entrambi gli atenei, grazie anche alla favorevole posizione nel centro storico di Gorizia che la colloca a 1,3 chilometri di distanza dalla sede universitaria di Nova Gorica, a 1,2 chilometri dal polo universitario di Gorizia e a 1,5 chilometri dalla stazione ferroviaria Transalpina. E i prezzi? Assolutamente appetibili per la popolazione studentesca, in quanto oscilleranno tra i 180 e 280 euro mensili.  
L'altro caso di ottima collaborazione transfrontaliera riguarda l'acqua. Sì, proprio la preziosa acqua che vediamo scorrere nei nostri rubinetti. Lunedì scorso, infatti, è stato firmato l'accordo che rende operativa una precedente intesa siglata nel 2023 per il reciproco scambio d'acqua potabile tra AcegasApsAmga e Rizanski vodovod Koper in casi di emergenza.  In buona sostanza, tre anni fa si era convenuto di rinnovare il collegamento transfrontaliero esistente tra l'area di Santa Barbara e quella di Elleri.  Ora l'intervento, realizzato con fondi del governo sloveno, si è concluso e costituisce, come riportato dal quotidiano locale "un fondamentale potenziamento infrastrutturale per assicurare una fornitura bidirezionale di acqua potabile affidabile e tecnicamente adeguata".  E ora cosa può succedere? Può accadere che in casi di emergenza la fornitura venga attivata, previa notifica, oppure entro un volume annuo limitato con quantità e portata preventivamente definite. Il tutto con l'obiettivo non di fare profitti, ma di garantire una "fornitura sicura e affidabile a entrambe le popolazioni". Con la firma le parti si sono impegnate a rispettare principi di trasparenza, solidarietà e buona cooperazione e il contratto costituirà anche un quadro di riferimento per ulteriori progetti comuni e nuove collaborazioni. Come a dire che, molto probabilmente, si avvieranno nuove iniziative comuni a tutto vantaggio delle popolazioni contermini. Alla firma era presente anche il sindaco di Capodistria Ales Brzan che ha salutato con grande favore l'evento con queste parole: "Dicono che l'acqua non abbia confini. Di certo è vero per gli allagamenti, ma quando ci sono confini di Stato, bisogna mettersi d'accordo ed aiutarci a vicenda". 
Per parte nostra sottoscriviamo al cento per cento queste parole e crediamo che solo insieme quest'area potrà trovare nuove occasioni di sviluppo e di attrattività, soprattutto per le nuove generazioni.
 
Mauro Zinnanti  
 
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