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Pillole di stagione, Zinnanti: "Il Carneade Civitarese, tregua armata Dipiazza-Cisint"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
GIANLUCA CIVITARESE: CHI E' COSTUI?
 
Siamo sicuri che l'ottimo Alessandro Manzoni non se ne avrà a male se abbiamo preso a prestito, adattandola, la nota esclamazione di Don Abbondio: "Carneade! Chi era costui?"  Però, fatte le debite proporzioni, l'interrogativo ci sta tutto. Gianluca Civitarese, capitano di fregata classe 1968, irrompe nella cronaca cittadina, da quasi perfetto sconosciuto, quale possibile nuovo segretario generale a far coppia col nuovo presidente Marco Consalvo alla guida del porto di Trieste.  Secondo le indiscrezioni apparse sul quotidiano locale (ma autorevolmente riprese anche dalla stampa di settore), sarebbe proprio lui il nominativo individuato per questo delicato incarico dai maggiorenti locali e nazionali di Fratelli d'Italia, secondo un'applicazione "stretta" della logica di spartizione partitica delle nomine dei vertici dei porti per cui se il presidente è indicato dalla Lega, il segretario generale spetta proprio ai Fratelli. Tutto bene dunque? No e lo diciamo a chiare lettere, per non correre il rischio di venire fraintesi.  Premettendo che, pur nella nostra lunga carriera nel settore della logistica e della portualità, mai abbiamo avuto il piacere di incontrarlo, da quanto appreso risulta che il capitano Civitarese è un militare "a tutto tondo", in quanto la sua esperienza lavorativa nell'ambito della Marina militare si è svolta quasi tutta presso il ministero della Difesa, con un recente distacco presso la Capitaneria di porto di Trieste, dove si occupa di questioni militari e non di navigazione civile. Tra l'altro proprio in rappresentanza della Marina militare si trova in questi giorni a Cortina in occasione delle Olimpiadi invernali. Pare che ci sia stato un primo abboccamento tra Civitarese e Consalvo, con il benestare del ministro Ciriani e del capogruppo in Consiglio regionale Giacomelli (ovvero i capi di Fratelli d'italia a livello regionale). Esito dell'incontro? Non è dato sapere, atteso lo stretto riserbo del presidente Consalvo sulla vicenda. Ultima notazione di colore. Dal profilo del capitano emergerebbe il solo possesso del diploma di maturità scientifica (anche se risulterebbe aver conseguito pure una laurea presso l'Università svizzera di Zugo), oltre a tante note sulla sua carriera militare in ambito di pianificazione strategica, gestione del rischio ed ingegneria. Di competenze specifiche nella gestione di procedure amministrative-contabili complesse e tipiche di un segretario generale nessun cenno. Insomma, per dirla chiaro, siamo messi piuttosto male. E lo siamo anche tenendo in considerazione due ulteriori fattori.  Il primo: il presidente Fedriga l'altro giorno alla Marittima (nell'ambito del mega evento sui trasporti organizzato dalla Lega alla presenza del ministro Salvini) così disse: "Il nome (del segretario generale) spetta al presidente dell'Autorità portuale che ha la competenza per nominarlo". Il secondo: a Venezia il presidente Matteo Gasparato (vicino a Fratelli d'Italia) ha appena nominato il nuovo segretario generale, Roberto Mantovanelli (in quota Lega), brillante professionista di sua assoluta fiducia. Come a dire che nel vicino Veneto, sia pure con la convergenza politico-istituzionale richiesta per nomine di questo livello, la scelta è caduta su una professionalità di assoluta fiducia del presidente. Cosa accadrà a Trieste? Difficile prevederlo. Quando interpellato sull'argomento, Consalvo ha espressamente dichiarato che la scelta, sia pure condivisa con i vertici delle istituzioni, dovrà cadere su una persona di sua assoluta fiducia. Ricordiamo, per gli smemorati, che il segretario generale viene nominato dal Comitato di gestione, su proposta del presidente e che fanno parte del Comitato, oltre al presidente (che lo presiede), un rappresentante della regione, uno del comune ed il direttore marittimo del Friuli Venezia Giulia.  Premesso che a oggi il Comitato non risulta ancora ricostituito a seguito dell'avvento di Consalvo, la norma, quindi, parla chiaro nel richiedere che la nomina del segretario debba avvenire su iniziativa del presidente e poi trovare il consenso delle istituzioni presenti in Comitato (rette entrambe da una maggioranza di centrodestra).  Senza alcun intento polemico, né critica sul piano personale chiediamo solo il rispetto della legge, ovvero che sia Consalvo a fare la prima mossa (e non qualsiasi esponente di una qualsiasi forza politica) e che la persona indicata (che dovrà essere un esperto "di comprovata esperienza manageriale o qualificazione professionale nel settore portuale") goda della sua assoluta fiducia. Tutte cose che, in tutta onestà, facciamo fatica a ritrovare nella vicenda che vede protagonista, suo malgrado, il capitano Civitarese.  
 
CISINT-DIPIAZZA: DOPO LA POLEMICA, SCOPPIA LA PACE?
 
Chiariamo subito che, a nostro avviso, il punto interrogativo sullo stato, vero, dei rapporti tra l'onorevole Cisint ed il sindaco Dipiazza ci sta tutto. Come noto, infatti, dopo una settimana passata tra veementi polemiche tra i due, l'abbraccio a favor di telecamere in una affollata Stazione marittima davanti al ministro Salvini ci pare suggellare più una "tregua armata" che una vera pace. Del resto, il tema del contendere è di quelli caldi. Tutto nasce da una richiesta di accesso civico che la Cisint (senza avvertire nessuno, tantomeno il sindaco) ha inviato al Comune di Trieste per ottenere informazioni sullo stato urbanistico e sulla destinazione d'uso sia della moschea Ar-Rayan di via della Maiolica  che del centro culturale islamico Said Nursi di via Settefontane. La finalità, evidente, perseguita dalla pasionaria dell'estremismo islamico è quella di verificare la legittimità dell'operato della comunità islamica triestina. L'obiettivo, però, in questo caso pare totalmente mancato. A Trieste, infatti, tale comunità è presente sin dal 1719 con l'instaurarsi di regolari relazioni economiche tra l'impero asburgico e quello ottomano. Oggi, sarebbero ben 13 mila le persone censite dalla comunità, la più numerosa a Trieste, che svolge da anni la propria attività nei due centri, dopo lavori di ristrutturazione che sono stati attentamente monitorati dall'amministrazione comunale. Nonostante le preoccupazioni della Cisint (che dice di essersi mossa su segnalazione di cittadini ), la risposta di Dipiazza è secca: "Trieste non ha bisogno di una come Cisint.  La comunità islamica è parte di Trieste dal 1719, è integrata e non ha mai recato problemi: ho detto al presidente Omar di stare tranquillo e di portare le mie parole di rispetto e conforto alla comunità". A parte l'imbarazzato silenzio della Lega, è unanime la reazione di tutte le forze politiche sia del centrodestra che del centrosinistra all'intemerata della "guerriera" leghista. Quanto alla comunità islamica, chiarissime sono le parole anche del presidente Omar: "Il radicalismo da noi è lontano mille miglia: ci fosse anche solo un cenno di radicalismo, saremmo i primi a segnalarlo alle forze dell'ordine, perché sarebbe contro l'interesse della nostra stessa comunità. Forse sarebbe più utile occuparsi dei problemi reali dei cittadini, soprattutto di coloro che non arrivano a fine mese, invece che fare campagne in nome di cose che in una città multiconfessionale come Trieste non esistono". Ma lei, la pasionaria, prosegue imperterrita per la sua strada e cita, a mo' di risposta, Ezra Pound: "Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui".  Mah. Se questi sono i presupposti per una ritrovata serenità nei rapporti tra lei ed il sindaco, ci paiono davvero piuttosto ballerini.  Come si dice in questi casi, la storia non finisce qui. Ansiosi di leggere il prossimo capitolo.
 
PIOVE SUL BAGNATO: PALESTRA DON MILANI CHIUSA A DATA DA DESTINARSI
 
Del problema della palestra Don Milani di Altura ne erano al corrente in tanti e da tanti anni. Ad ogni pioggia di un certo rilievo, dal tetto l'acqua filtrava a terra, creando alcune pozze che venivano asciugate alla bell'e meglio con secchi ed asciugamani.  Da presidente dell'Oma l'avevo segnalato a chi di dovere (il Comune) in più occasioni ma invano. A seguito delle recenti ed intense precipitazioni il problema si è aggravato tanto da rendere impraticabile il terreno di gioco. Trattandosi di una delle poche palestre omologate per i campionati giovanili e semiprofessionisti, la sua chiusura crea rilevanti problemi per tante società triestine, soprattutto nel settore del basket, che non sanno né dove svolgere gli allenamenti, né come portare a termine gli impegni di campionato. L'ineffabile assessore allo sport Lodi ha cercato di tranquillizzare tutti e se ne è uscita con una frase del tipo: "Posso confermare che stiamo lavorando per risolvere questa situazione. La riparazione è già in programmazione appena il tempo lo consentirà. Abbiamo anche iniziato a fare la progettazione di fattibilità per il rifacimento integrale e quindi una risoluzione definitiva del problema". Come a dire, tanto per essere chiari, che sino ad ora non s'è fatto praticamente nulla, nonostante le reiterate segnalazioni.  Occorre, vista la malaparata, armarsi di tanta buona volontà e confidare nella clemenza di Giove Pluvio per avere qualche speranza di recuperare le partite di campionato che verranno nel frattempo rinviate. Il mondo sportivo dilettantistico triestino è infinitamente grato al Comune di Trieste per la tempestività, la cura e la programmazione degli interventi negli impianti sportivi cittadini. Come ha recentemente detto il ministro Salvini rivolto a Dipiazza: "Trieste è ben amministrata ed i triestini devono tenersi ben stretta questa amministrazione". Anche no, dal profondo del cuore!
 
Mauro Zinnanti
 
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Parole chiave: Trieste