Skip to main content

Pillole di stagione, Zinnanti: l'analisi a volo d'angelo su consuntivi e desiderata di Fedriga, Dipiazza e Polidori

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Anno nuovo, vita nuova: secondo le migliori tradizioni. Quale migliore occasione, allora, per presentare un consuntivo dell'anno passato e tracciare i possibili scenari futuri. Per farlo in maniera completa e con l'animo un po' leggero, ho provato a mettere assieme, con le mie personali annotazioni, le dichiarazioni di fine anno di Fedriga (governatore fino al 2028 della regione Friuli Venezia Giulia), di Dipiazza (sindaco di Trieste sino al 2027) e di Polidori (sindaco di Muggia con la medesima scadenza di Dipiazza).
 
FEDRIGA: PAROLA CHIAVE ATTRARRE I GIOVANI
 
E' un governatore rilassato quello che a fine anno si sottopone di buon grado alle domande dell'intervistatore di turno per il quotidiano locale con focus particolare su alcune questioni di scottante attualità.  "Se oggi mi si chiedesse cosa vorrei fare in futuro, risponderei che mi piacerebbe continuare a fare il governatore per completare il lavoro avviato, ma non escludo né ruoli nazionali né locali. Io sindaco a Trieste? Ringrazio Dipiazza per la stima ma ribadisco: faremo delle valutazioni a tempo debito, insieme alla coalizione". Provo a tradurre il Fedriga-pensiero per il cittadino medio. Nonostante le sonore bocciature sul terzo mandato (da ultimo quella arrivata dalla Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che provava ad introdurlo nella provincia autonoma di Trento), il buon Massimiliano continua a pensare ancora ad una ulteriore permanenza quinquennale in sella alla presidenza della regione ma, non c'è ne voglia il governatore, è rimasto davvero uno dei pochi a crederci ancora, posto che, al di fuori della Lega, non c'è alcuna forza politica della sua stessa maggioranza a condividere questa sua aspirazione. Quanto ad approdi alternativi, Fedriga non si sbilancia ma è chiaro che la primavera 2027 (quando si terranno anche le elezioni politiche oltre a quelle comunali) arriva molto presto ed una decisione in un senso o nell'altro andrà presa al massimo entro l'autunno del 2026. Staremo a vedere ma è chiaro che la fine naturale della legislatura regionale al 2028 a quel punto sarà fortemente a rischio. Meritano poi la nostra attenzione altre dichiarazioni del governatore.  Sull'ovovia: "siamo coinvolti sul piano tecnico come regione...Ho parlato più volte col sindaco Dipiazza: il nodo è garantire l'accesso a Porto Vecchio quando sarà completata la riqualificazione, con la previsione di 20 mila passaggi al giorno. Se l'Ovovia non si farà, andranno trovate necessariamente delle alternative, non si può far passare tutti da Barcola. Il supporto della Regione non mancherà". Due considerazioni. La prima: ma come salta fuori quel numero di 20 mila passaggi al giorno per Porto Vecchio? Qualcuno mi illumini perché (e lo dico sinceramente) vorrei proprio capire da dove esce quel numero. Seconda considerazione: Fedriga, da politico navigato quale sicuramente è, ha già capito che l'ovovia non si farà, mai, e si pone il problema di come migliorare l'accesso alla città. E su questo tema, come noto, esistono già precise proposte al riguardo mai considerate da Dipiazza e soci. Ancora sui giovani: "noi dobbiamo puntare non solo a "trattenere", ma anche attrarre giovani da altre realtà. Abbiamo previsto una legge per l'attrazione dei cervelli e possiamo favorire welfare e condizioni favorevoli. Vogliamo essere attrattivi anche per l'estero, con percorsi formativi in Paesi "target", insegnando anche l'italiano. Guardiamo con attenzione al Sud America, in particolare all'Argentina e al Brasile". Totalmente d'accordo. Aggiungo solo che la norma cui fa riferimento Fedriga è frutto del lavoro di uno dei migliori assessori della sua Giunta, ovvero Alessia Rosolen, ottimo assessore tecnico al lavoro, formazione, istruzione e famiglia. Chiudo la piccola analisi sul Fedriga di fine anno citando il suo entusiasmo sui dati del turismo regionale in crescita e sulla dichiarata volontà di continuare in questo solco: "Il prossimo anno faremo una campagna straordinaria che non posso ancora svelare.."  La curiosità non mancherà. Sulle reali ricadute sul territorio, gradirei che venisse impostata una seria analisi tecnico-scientifica secondo il classico schema di analisi costi-benefici.
 
DIPIAZZA: A RUOTA LIBERA, CON VISTA A DOPO IL 2027
 
Certo che Roberto Dipiazza non finisce mai di stupire. Non sazio di vent'anni trascorsi alla guida di Palazzo Cheba, ecco che, nelle dichiarazioni di fine anno, conferma la volontà di candidarsi per il Consiglio comunale con la Lista Dipiazza. Non solo. Delinea per sé il ruolo di "suggeritore" del prossimo sindaco: "Conosco anche le pietre di questa città. Darò tutti i miei consigli al prossimo sindaco".  Sulle mille criticità che hanno avuto le principali opere pubbliche, soprattutto nel suo ultimo mandato, nessun ripensamento ma solo verbi al futuro: "ora partono i lavori sul Ponte Bianco-Verde, porteremo i tir via dal centro. Avvierò la nuova Acquamarina, piazza Unità. Finiremo Sant'Antonio". Nulla, nemmeno un accenno a chiedere scusa alla città per i prolungati disagi che sia le (mancate) opere di manutenzione sul ponte, sia i ritardi per la nuova Acquamarina hanno causato alla città. Progetti sbagliati, gare da rifare, scelte procedurali quanto meno discutibili: tutto passato in cavalleria, alla faccia della trasparenza e del mito, sempre più sbiadito, del sindaco del "fare": sì, domani o in un futuro imprecisato! Un'unica ammissione ha a che fare con l'asilo nido di Roiano: "Aprirà quest'anno. Sì, poteva essere aperto prima". Solito scaricabarile sul nuovo fermo del tram di Opicina: "E' una macchina con più di cento anni, normale necessiti di continua manutenzione. In ogni caso non è il Comune a gestirlo, ma Trieste Trasporti".  E' parzialmente vero. Lo sanno anche i muri che gli interventi sull'infrastruttura sono di competenza del Comune di Trieste che è proprietario dei binari!!  Interessante il Dipiazza-pensiero in merito al ruolo dei dirigenti comunali cui, molto spesso, è stato attribuito tanto potere, in assenza di qualunque consenso elettorale: "Non è fiducia, ma responsabilità: loro portano avanti le pratiche. Se dobbiamo costruire un parcheggio, è chiaro che mi rivolgo a loro per capire che atti servano. ma la scelta politica resta sempre al sindaco". E ci mancherebbe!  Resta un fatto però che, soprattutto su argomenti delicati come l'ovovia, la sensazione precisa è che a "guidare la macchina" siano stati proprio i dirigenti apicali e non certo i vertici politici.  Chiudiamo con alcuni passaggi, decisamente contraddittori, sulla contestata ovovia: "oggi la do al 90% - esordisce il primo cittadino - stiamo preparando ricorsi e correzioni. Dopodiché, presto avremo un nuovo direttore della Soprintendenza: dovesse darci parere contrario, sarebbe un altro paio di maniche". Forse, e dico forse, un barlume di ragionevolezza pare farsi strada anche nel sindaco che sul tema, come arcinoto, si è sempre mosso con una cocciutaggine degna di miglior causa. Per altro sul punto la neo nominata Soprintendente Paola Ventura si tiene al momento piuttosto abbottonata: "la questione è aperta, visti i pronunciamenti del Tar: valuteremo man mano che ci verranno sottoposte eventuali nuove soluzioni previste dal Comune...resta il fatto che non si può prescindere dagli atti di indirizzo precedenti, in un'ottica di continuità amministrativa". Come a dire che difficilmente ci potrà essere un ripensamento in merito al tracciato in Porto Vecchio sul quale proprio la Soprintendenza aveva espresso un chiaro dissenso. Dunque, per quel che è dato di capire ed al di là delle note incertezze sul finanziamento statale, il percorso resta piuttosto accidentato al punto da far dire al sindaco: "non credo che oggi come oggi ci siano i margini per parlare di danni erariali". E qui la incrollabile difesa del proprio operato, pare proprio vacillare. Sindaco, ci/mi ascolti una buona volta: prima che quel dubbio diventi una pesante realtà chiuda la vicenda e si avvalga di quella clausola contrattuale che consente al Comune di uscirne riconoscendo alla Leitner unicamente il rimborso delle spese sostenute. Tutta Trieste le sarà grata, non solo "i sinistri".
 
POLIDORI: DA MUGGIA CON FURORE!
 
Chiudiamo la nostra piccola carrellata con le dichiarazioni rese a fine anno dal Sindaco di Muggia Paolo Polidori. Dopo le commosse parole sulla tragedia che ha colpito Muggia con l'uccisione del piccolo Giovanni da parte della madre, il sindaco entra "a gamba tesa" su una questione che gli sta particolarmente a cuore, ovvero la violenza giovanile: "adesso, in vista del Carnevale, stiamo valutando l'ingresso a pagamento per i non residenti, così da scoraggiare l'arrivo della "feccia", cioè di chi viene qui per ubriacarsi, drogarsi e innescare violenze. Non vogliamo questa gente. Il Carnevale deve restare una festa".  Un paio di considerazioni. La prima di stile. Mi pare proprio di poter sostenere che l'atteggiamento "aggressivo" della Lega su certi temi stia facendo proseliti anche in periferia e questo non giova né alla serenità del dibattito, né ad un inquadramento serio dei problemi. La seconda. Se è vero che proprio il Carnevale di Muggia è stato il luogo preferito, soprattutto negli ultimi anni, per chi ha inteso dar sfogo ai propri istinti più violenti, siamo proprio sicuri che i protagonisti siano stati sempre e comunque i cosiddetti "maranza"? Niente locali o italiani tout court?  Da ultimo, vogliamo per una volta cercare di uscire dall'urgenza della cronaca o del singolo evento e tentare tutti assieme (istituzioni, assistenti sociali, scuola e forze di polizia) di mettere in campo una seria strategia volta all'inclusione e alla prevenzione del disagio, assicurando sempre e comunque alla giustizia chi si rende responsabile di atti violenti ed esecrabili?   Quanto al merito della proposta, ovvero l'introduzione di un biglietto d'ingresso per i non residenti, mi pare l'ennesimo palliativo. Ma passiamo ad altro. Parlando di Adria Port (ovvero il nuovo terminal  portuale ungherese in costruzione alle Noghere), ecco le parole di Polidori: "Muggia diventerà una città portuale. E questo ha delle prospettive enormi di impatto economico sul territorio, in termini di indotto e di sviluppo della zona industriale delle Noghere. Si potrebbe fare anche una grande zona franca... A terminal ultimato, parleremo di Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, porti di Trieste, Monfalcone e Muggia, col nostro toponimo integrato nella denominazione". Tutto molto bello, soprattutto la prima parte del discorso relativa al nuovo terminal portuale. Irrealistica l'aspirazione, in base alla legge vigente, di modificare la denominazione dell'Autorità di sistema introducendo Muggia. Da ultimo, le aspirazioni di Polidori per il 2027: un secondo mandato a Muggia, la candidatura a Trieste (di un politico che è anche imprenditore, come invocato da Dipiazza) oppure prendere il camper e fare un lungo viaggio. Si accettano scommesse. Personalmente, punto su una sua ricandidatura a Muggia.
 
Mauro Zinnanti
 
#ilmeridianots #maurozinnanti #dipiazza #pilloledistagione