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Pillole di stagione, Zinnanti: "I rimpalli della giunta Dipiazza, la difficile settimana di Cisint"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
I LUNGHI SILENZI  E I CONTINUI "RIMPALLI" DELLA GIUNTA DIPIAZZA: MA QUANDO FINIRA' ?
 
Ormai la "faccenda"  è divenuta evidente anche per gli osservatori meno attenti. La giunta cittadina guidata da Roberto Dipiazza è allo stallo assoluto su tutte le principali questioni che disegneranno il futuro della città nei prossimi anni. Volete una lista?  Porto Vecchio-Porto Vivo. Dopo la delibera del Consiglio comunale di approvazione della fattibilità e del pubblico interesse del 14 ottobre 2024 (un anno fa !!) e la successiva convocazione (risalente allo scorso 24 aprile) della Conferenza dei Servizi "decisoria"  sulla proposta di finanza di progetto su Porto Vecchio presentata dal gruppo Costim, nulla si è saputo e nulla si è mosso. Nonostante le reiterate richieste di un confronto pubblico sul progetto Costim e di accesso agli atti del procedimento presentate sia parte del centrosinistra che dal movimento "Porto Chiaro", dall'Amministrazione comunale totale chiusura ed un silenzio che, con il passare dei mesi, si sta facendo sempre più imbarazzante.
Un altro esempio? La famosa ovovia. Dopo le note sentenze del Tar Friuli Venezia Giulia pubblicate lo scorso 10 settembre e che, in buona sostanza, hanno sancito l'illegittimità delle procedure ambientali sviluppate sull'opera cassando sia la VINCA (valutazione di incidenza) di competenza regionale sia la Vas (valutazione ambientale strategica) di competenza comunale, nulla si è mosso. Sul tavolo restano sempre le tre alternative già allora ipotizzate: rinunciare all'opera, ricorrere in appello al Consiglio di Stato o rifare completamente la procedura. Nonostante le "bellicose" dichiarazioni rese a tambur battente dal sindaco ("andiamo avanti..l'opera si farà"), nulla è stato sinora formalizzato ed il tempo passa con l'aggravante della totale incertezza sulla reale copertura finanziaria dell'opera.
Ancora. La nota querelle che blocca da un anno l'apertura del nuovo asilo-nido di Roiano. Anche in questo caso, dopo un anno di forte opposizione sia da parte dei sindacati che delle forze centrosinistra (ma anche con evidenti divisioni interne allo stesso centrodestra), nel mentre pare definitivamente abbandonata la scelta iniziale di procedere alla "privatizzazione" della gestione di almeno una sezione del nuovo nido, l'accordo "politico" raggiunto in maggioranza quasi un mese fa, ovvero procedere all'appalto esterno del nido ma mantenendo una forte regia e vigilanza pubblici, non ha ancora sortito alcun atto formale.
A essere chiari, come correttamente rilevato dalle organizzazioni sindacali, la scelta "politica" fatta non è che garantisca il mantenimento dei livelli qualitativi di una gestione del servizio in mani totalmente pubbliche e, soprattutto dalle forze di opposizione, è stata vissuta come il male minore, con l'evidente finalità di privilegiare la sollecita apertura della struttura che andrebbe ad alleviare la forte (ed inevasa) richiesta di posti nei nidi comunali. Tuttavia, come nei casi precedenti, nulla si è sinora mosso.
Chiudo con un argomento di stretta attualità a testimoniare i continui attriti e i frequenti passi falsi di una giunta e di un sindaco che, a mio personale avviso, sono ormai arrivati al capolinea.
Il primo riguarda il recentissimo rinvio della delibera giuntale che avrebbe dovuto sancire, da gennaio 2026, l'aumento del 50 % della tassa di soggiorno con un gettito che, secondo le stime fatte sulla base dell'attuale trend di crescita del turismo in città, sarebbe passato da 2,7 a 3,6 milioni di euro annui. Evidentemente, l'ampliarsi della "torta" ha finito per far crescere anche gli "appetiti" della maggioranza, tant'è che nel  deliberato veniva proposto l'allargamento del tavolo di intesa  (che ha la competenza sulla gestione delle risorse) ad ulteriori due assessorati comunali, quello con delega al Bilancio (attualmente retto dal leghista Bertoli) e quello con delega allo Sport (retto dalla meloniana Lodi), che si sarebbero aggiunti all'assessore al Turismo Rossi (uomo di stretta vicinanza al sindaco) rappresentanti politici che si sarebbero aggiunti a quelli espressi dalle categorie interessate (PromoTurismo, Federalberghi, sezione turismo di Confindustria e dei bed & breakfast).  La singolarità della vicenda è che sul merito della proposta (ovvero l'aumento della tassa), le associazioni di categoria si erano già dichiarate d'accordo, suggerendo precise destinazioni d'uso per migliorare i servizi di accoglienza), nel mentre il rinvio è avvenuto unicamente per beghe politiche interne alla maggioranza, con l'assessore Rossi che non avrebbe gradito l'allargamento proposto inducendo il sindaco all'imprevisto rinvio. E ora che succederà? Vertice di maggioranza e possibile scelta di compromesso. Intanto, mentre le categorie fremono perché il 2026 è domani e la scelta dell'aumento va formalizzata il prima possibile, l'opposizione gongola con il gruppo di Adesso Trieste che ha facile gioco nel parlare di "grande confusione sotto il cielo, grande tanto quanto l'incapacità della destra di governare un fenomeno complesso come il boom turistico cittadino". 
 
LA "DIFFICILE" SETTIMANA DELL'ONOREVOLE CISINT
 
Giusto una settimana fa, il quotidiano locale illustrava, con dovizia di particolari, un ragionamento che, nel futuro prossimo, disegnava una possibile ripartizione dei vertici del centrodestra regionale. Fedriga (in caso, molto probabile, di impossibilità a ricandidarsi al vertice della regione) trasferito a Roma per qualche incarico ministeriale di prestigio (Lavoro?); alle elezioni regionali del 2028 possibile candidato-presidente espresso da Fratelli d'Italia e, dulcis in fundo, l'europarlamentare leghista Cisint candidata sindaco per il centrodestra alle elezioni comunali del 2027 nel capoluogo giuliano.
Lo schema, di prima impressione, appare credibile, anche se la Cisint, interpellata in proposito, è sembrata molto prudente affermando solo di "averne sentito parlare...chiarendo però di essere "corteggiata" soprattutto dai cittadini. Anche per il legame speciale che la stringe in un saldo abbraccio con Trieste, dove ha studiato da ragazza, dove ancora vive la parte paterna della famiglia e dove ha  vissuto un amore importante con Alberto Tonut, gloria della pallacanestro giuliana, e dove a Trieste ci sta almeno due volte alla settimana".  Insomma, una mezza conferma, più che una mezza smentita. Passano i giorni e la Cisint (che è tuttora consigliera delegata alla sicurezza per il Comune di Monfalcone) si fa nuovamente "notare" sulla stampa quotidiana per l'ennesima vicenda legata al fenomeno migratorio. La scorsa domenica, una giornata piovosa, la solerte eurodeputata incappa in un gruppo di migranti che, per ripararsi dalla pioggia in attesa di recarsi la mattina successiva al Commissariato di Monfalcone per presentare la richiesta di asilo, si erano accampati sotto il porticato di un negozio di arredamento. E che ti fa l'inarrestabile esponente leghista? Chiama le forze dell'ordine  e li invita ad "alzarsi, ripulire e lasciare la città".  Cosa che "hanno dovuto fare". Infatti i migranti sono stati accompagnati alla stazione perché "quello era l'unico posto aperto e con bagno. Poi molti di loro sono saliti sul treno". Con destinazione Trieste, città da cui provenivano. Il tutto con tanto di post sui suoi seguitissimi social. Tutto qui? Non proprio perché questa volta l'intemerata dell'illustre onorevole non è passata sotto silenzio e ad attaccarla sulla stampa sono stati proprio i suoi alleati di governo giuliani.    "Le dinamiche legate ai richiedenti asilo non si affrontano con annunci sui social o inviti a salire su un terno": parole e musica degli esponenti forzisti triestini Polacco e Lobianco.  "Trieste merita rispetto..Non possiamo accettare che una eurodeputata del Carroccio si vanti di aver mandato migranti verso Trieste. La nostra città è la prima linea di protezione del Fvg e paga più di ogni altro Comune. Che si vanti di spostarvi migranti è inaccettabile quanto una coltellata alle spalle. Chi non lo capisce, non capisce Trieste e non la merita": parole e musica della deputata e segretaria provinciale di Fratelli d'Italia Nicole Matteoni.  Vista l'evidente malaparata è la stessa Cisint, dagli schermi di TeleQuattro, a mettere la parola fine su ogni sua ipotizzata candidatura al municipio triestino: "Grazie della stima e della fiducia, ma questo tema non è mai approdato sui tavoli della politica del centrodestra, soltanto sui social da parte di molti cittadini che lo chiedono.. Anche se ho imparato dalla vita che non si può mai dire mai, non è questo il percorso avviato dal centrodestra".
Che dire? Verrebbe proprio da dire che l'on.Cisint, di cui è nota sia la capacità amministrativa sia l'ipersensibilità sulla tematica immigratoria, è caduta sulla classica buccia di banana. Francamente, non credo proprio che la vedremo mai sullo scranno più alto di Palazzo Cheba. Magari, ma è solo una mia personale suggestione, lei punterebbe piuttosto ad insediarsi al piano nobile del vicino Palazzo del Lloyd Triestino  dove, come noto, ha sede la Giunta regionale.
 
Mauro Zinnanti