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A Palazzo Cheba va di moda l'annuncite, Zinnanti: "Cantieri però ancora lontani"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
UN NUOVO VIRUS S'ANNIDA A PALAZZO CHEBA: L'ANNUNCITE!  DALLA NUOVA TERAPEUTICA ALLA MANUTENZIONE DEL PONTE SUL CANALE FIOCCANO LE BUONE NOVELLE, MA I CANTIERI SONO ANCORA LONTANI
 
Forse per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dal totale stallo del Consiglio comunale in merito alla delibera di approvazione della variante sull'ovovia, ecco che negli scorsi giorni arrivano una serie di buone notizie che paiono preannunciare un futuro "radioso" ad alcune note "incompiute" del panorama cittadino.
Il riferimento, puntuale, è all'attesissima nuova piscina terapeutica e all'attesa opera di manutenzione del ponte sul Canale. Ma, al di là dei roboanti annunci sulla stampa, come stanno veramente le cose?
Cerchiamo, come nostro costume, di fare un po' di chiarezza a tutto beneficio dei nostri affezionati lettori.
 
NUOVA ACQUAMARINA: TROVATI I FINANZIAMENTI, RIPARTE LA PROCEDURA MA PER I CANTIERI CI VORRA' ANCORA DEL TEMPO
 
Dunque la settimana scorsa, il Sindaco, unitamente ai fidati assessori Bertoli e Lodi, ha convocato in pompa magna la stampa per annunciare al popolo (rappresentato in particolare dal Coordinamento per la Nuova Piscina Terapeutica) la lieta novella. Dopo anni di incertezze sia sulla localizzazione dell'impianto, sia sulla forma dell'appalto, il Comune ha finalmente sciolto ogni riserva allocando per la nuova opera un finanziamento pubblico complessivo di 16 milioni di euro a totale copertura dei costi di realizzazione dell'impianto, optando per un appalto unico che contemplerà la progettazione esecutiva, l'esecuzione dell'opera e la futura gestione della nuova Acquamarina e confermando che l'impianto sorgerà esattamente dove già era stata realizzata l'Acquamarina.
Tutto chiaro, allora?  Non proprio. Perché l'unica cosa certa è che la Giunta municipale ha deliberato l'indizione di una gara di progettazione che, sulle base delle indicazioni contenute nel Dip (Documento di indirizzo di progettazione, redatto dall'ing. Beltrame della Serteco), porterà alla redazione di due documenti: il Pfte (Progetto di fattibilità tecnico-economica) che costituisce il primo livello di progettazione dell'opera e il Pef (Piano economico-finanziario) per la futura gestione della piscina, con individuazione di alcuni fondamentali elementi per la concessione dell'impianto quali la durata della concessione, oneri e costi di esercizio e di manutenzione, tariffe per l'utenza. Solo all'esito dell'aggiudicazione della gara, della redazione degli elaborati richiesti e della loro approvazione da parte del Comune, si passerà all'indizione della gara unica per la progettazione esecutiva, l'esecuzione dell'opera e la futura gestione della nuova Acquamarina. 
Tanto per essere chiari ci pare che la semplice descrizione di tutte le cose ancora da fare, dei documenti da redigere, delle gare da bandire e dei progetti da approvare evidenzi come, giunti a questi punto e a sei anni dal famoso crollo (intervenuto nel lontano 29 luglio 2019!), ogni trionfalismo municipale sia del tutto fuori luogo ed in questo senso vanno apprezzate le parole del sindaco Dipiazza: " Il percorso è stato lungo, ma era indispensabile che Trieste, tra le città più anziane d'Europa, potesse tornare a offrire una sua piscina terapeutica". Sin qui l'attuale punto-nave della vicenda. Resta un compito ben preciso in capo sia al Coordinamento Acquamarina che all'opinione pubblica, ovvero quello di vigilare affinché le tariffe applicate dal futuro concessionario restino effettivamente accessibili a tutta l'utenza "fragile" interessata e che vengano adottati tutti i possibili accorgimenti per abbattere i costi di gestione della piscina considerando che il Comune (come più volte ribadito) non ha intenzione di farsi carico di alcun onere né di manutenzione ordinaria, né tantomeno di gestione dell'impianto. Per intanto, non ci resta che rimanere in fiduciosa attesa che, come promesso, venga almeno pubblicato entro questa estate il bando per la progettazione.
 
PONTE SUL CANALE: DALLE ELETTROPOMPE ALL'APPALTO TRADIZIONALE, MA QUANDO PARTIRANNO I LAVORI?
 
Correva l'anno 2017 quando l'allora responsabile del Servizio strade ing. Enrico Cortese (di cui è nota una pregressa esperienza professionale in Anas) in esito ad un approfondito sopralluogo al ponte Bianco-Verde sul Canale aveva avuto modo di rendersi conto "de visu" delle condizioni di forte ammaloramento della struttura. Immediata la successiva decisione di affidare all'ing. Smrekar la redazione di un primo progetto per la manutenzione straordinaria del ponte che, realizzato nel 1951, evidenziava tutti i segni del tempo con evidenti crepe, cemento sbrecciato e conseguente emersione degli spuntoni d'acciaio. Smrekar all'epoca lanciò l'innovativa idea di procedere alla manutenzione, senza interrompere del tutto la circolazione, da sotto il ponte, con un complesso sistema di palancole e zatterone per operare in acqua, paratie tra mare e Canale, elettropompe per prosciugare parzialmente la via d'acqua e pulizia idrodinamica per evitare cattivi odori. Fu indetto un appalto da 350 mila euro, vinto dalla ditta Pertot che si mise all'opera. Nel novembre del 2020 scattò il divieto di transito sul ponte per tutti i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate, con conseguente deviazione sulle direttrici via Milano, Coroneo, Mercato Vecchio e Teatro Romano.  Ne seguì un caos notevole in tutte le vie alternative richiamate, che dura tuttora e che con l'ultima ordinanza comunale durerà almeno sino al 31 dicembre di quest'anno. Nel 2021 partono i lavori di svuotamento del Canale, ma, nonostante tutti gli sforzi tecnici e la notevole lievitazione dei costi, l'operazione non riesce e a fine 2021 la Giunta rescinde il contratto con la Pertot liquidando l'importo dei lavori già effettuati.  Sul punto, a nostro modesto avviso, andrebbero attentamente scandagliate eventuali responsabilità per errori progettuali, vista la mala parata di quanto vanamente ideato.
Comunque sia, il capitolo "acqueo" viene chiuso e ci sono voluti ben quattro anni per passare ad una più tradizionale progettazione, affidata ad una figura professionale ben nota al Comune quale quella dell'ing. Beltrame (NdR: vi ricorda qualcosa questo nome ?) che redige un classico progetto con intervento "terrestre", prevedendo l'apposizione di una soletta di cemento armato sul ponte Bianco-Verde.  Parte la caccia al finanziamento necessario che si risolve nel 2023 con uno stanziamento regionale di tre milioni di euro (visto che l'interessamento romano del sottosegretario Savino non era approdato a nulla!). Ancora due anni di patimento (e di traffico pesante deviato su strade inadatte), quando, a luglio 2025, la Giunta comunale, su proposta degli assessori Babuder e Lodi, approva il progetto di manutenzione del ponte sul Canale con una previsione di spesa di tre milioni di euro ed una durata dei lavori prevista in dieci mesi,  suddivisa in tre fasi da 100 giorni l'una. Nonostante le magre figure del passato, i rappresentanti comunali non si lasciano sfuggire l'occasione di fare "bella figura", pronosticando l'avvio dei lavori subito dopo la Barcolana di quest'anno. Staremo a vedere anche perché, pur trattandosi in teoria di lavori tecnicamente semplici, non ci risulta che la gara d'appalto sia stata ancora espletata e, come noto, questa fase della procedura può sempre riservare delle non gradite sorprese. Fossimo nel duo Babuder-Lodi, prima di avventurarsi in simili previsioni, avremmo prudenzialmente aspettato di avere almeno il nominativo di una, affidabile, ditta aggiudicataria, se non anche una semplice e banale consegna dei lavori. Ma noi, come noto, passiamo per essere solo dei grandi criticoni che non sanno apprezzare l'attivismo di Palazzo Cheba.  Ai lettori l'ardua sentenza.
 
Mauro Zinnanti