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Il mistero dell'Audace e la scomparsa del collegamento con l'Istria, Emme Zeta: "Pessima figura"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Nonostante i, vani, tentativi di minimizzare l'accaduto pare evidente che una decina di giorni fa la motonave Audace, salpata da neanche un'ora dal Molo Torpediniere di Grado, si è trovata davvero in grosse difficoltà, tanto da dover lanciare un tempestivo mayday "entra acqua da prua, rischio di affondamento".  La tempestiva richiesta di soccorso e l'immediato intervento della macchina dei soccorsi (dalla Guardia costiera ai Vigili del Fuoco, dai rimorchiatori ai mezzi della Guardia di  Finanza) hanno comunque consentito di trarre rapidamente in salvo gli 81 passeggeri e i quattro membri dell'equipaggio, ma resta un dato incontestabile: la motonave ha cominciato a imbarcare copiosamente acqua a prua tanto da far temere al comandante Tessari un rapido inabissamento, poi non avvenuto. Infatti, salvati passeggeri ed equipaggio, l' Audace è stata trainata a riva dai rimorchiatori e poi tirata a secco nei cantieri di Porto Nogaro. E qui, ecco la prima sorpresa: il mezzo non presenta alcuna falla, alcuno squarcio che potesse giustificare il rischio di naufragio. A seguire, la seconda: la barca è recentissima, essendo stata varata nel giugno 2023 ed ha (aveva?) tutti i certificati in regola per svolgere il servizio, anche se, a onor del vero, il percorso per ottenerli è stato piuttosto periglioso visto che, nonostante le ottimistiche previsioni dell'armatore, l'Audace si palesa nella scorsa stagione estiva solo per quattro giorni di servizio, dal 27 al 30 settembre 2023! Infine, la terza stranezza: non è chiaro chi sia il proprietario dell'Audace. L'armatore afferma essere di proprietà dell'Apt; Apt precisa affermando, con le parole del suo direttore generale Di Benedetto, che la motonave "è di proprietà della Venice By Boat e in corso di acquisizione da parte di Apt".
Detto delle "sorprese" dell'Audace, va altresì evidenziato come il mezzo, ospitato nei cantieri di Porto Nogaro, è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Gorizia che indaga per l'ipotesi di reato di "naufragio colposo contro ignoti" e che ha affidato alla Capitaneria di porto di Monfalcone il compito di svolgere le indagini di Polizia giudiziaria sul caso. Detto in altri termini e conoscendo le modalità operative degli organi di polizia giudiziaria (a maggior ragione in un caso delicato come questo), è da escludere che il dissequestro del mezzo arrivi prima della chiusura della corrente stagione estiva.
E ora che si fa? Posto che l'Azienda provinciale trasporti di Gorizia (ovvero la già citata Apt) ha subito provveduto ad organizzare il servizio sostitutivo con bus, registriamo come sia immediatamente partita da parte della società affidataria (Vidali Group) l'affannosa ricerca, in unità di intenti con Apt e Regione, di un'altra motonave che garantisca la ripresa del servizio  marittimo Trieste-Grado entro pochissimi giorni. Secondo quanto si apprende, la società di navigazione avrebbe proposto alla Regione/Apt la soluzione più semplice, ovvero il "riposizionamento" su questa linea della, tristemente, famosa Adriatica che, dopo le pessime prestazioni offerte sulla Trieste-Grado, era stata prudenzialmente dirottata sulla più tranquilla (e certamente più adatta alle caratteristiche del naviglio) Lignano-Grado.
Come andrà a finire? All'atto in cui scriviamo queste righe, ancora non lo sappiamo. Però alcune, chiare considerazioni ci sentiamo in dovere di farle, anche alla luce delle passate esperienze professionali di chi scrive queste note. Coi servizi marittimi di linea nel golfo di Trieste non sono ammesse né superficialità, né gare al ribasso. Il mare, come sanno bene i più esperti marinai, non perdona: basta un colpo di vento o un moto ondoso improvviso per trasformare una tranquilla gita in mare in una drammatica tragedia. E siccome, anche a causa dei cambiamenti climatici, le condizioni meteo del golfo sono caratterizzate da una elevata instabilità, ecco che la prima preoccupazione di qualunque amministratore pubblico o di qualunque azienda pubblica che gestisca appalti di questo tipo, deve essere quella di garantire la sicurezza dei passeggeri.  Francamente, tutta la travagliata vicenda degli scorsi anni legata al servizio marittimo Trieste-Grado fa pensare che l'ottica sia stata ben altra con i risultati che tutti possiamo vedere e comprendere.
Del resto che non sia un periodo felice per i collegamenti marittimi nel golfo di Trieste lo attestano altre due notizie emerse negli scorsi giorni, ovvero che sono andate deserte sia la gara per il collegamento internazionale con la costiera istriana slovena e croata, sia quella per l'affidamento del servizio Trieste-Muggia-Boa Beach.
Cosa sta succedendo? Se lo chiede  innanzitutto il triestino che vorrebbe replicare le bellissime esperienze marittime degli anni scorsi, ma anche uno dei tanti turisti che, recandosi sulle rive triestine, si aspetta di trovare il mezzo che lo porti verso ogni possibile attrattiva della nostra stupenda costiera.  Fatta eccezione per l'eccellente servizio che i mezzi del Delfino Verde offrono sulle tratte Trieste-Muggia, Trieste-Barcola-Grignano-Sistiana  e Trieste-Monfalcone questa stagione estiva non offre altro, atteso che il Trieste-Grado è svolto  attualmente via bus e che non sono stati avviati né il Trieste-costiera istriana, né il Trieste-Muggia-Boa Beach. Dare una risposta precisa ai motivi di questa debacle non è semplice anche perché i soggetti "responsabili" di questa situazione sono diversi e a diversi livelli. Quanto alla linea marittima internazionale, posto che non è dato sapere perché non si è andati al rinnovo dell'affidamento alla Liberty Lines (che con i suoi veloci aliscafi ha garantito per anni lo svolgimento di un efficace servizio), è evidente che c'è stato un "colpevole" ritardo nel bandire la gara, visto che il decreto a contrarre risale a fine aprile con previsione di avvio del servizio a giugno!! Si tratta, con tutta evidenza, di una previsione temporale troppo ravvicinata ed impossibile da rispettare, perché non tiene in alcun conto dei i tempi tecnici necessari per chiedere ed ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere il servizio che interessa, per di più, ben tre nazioni diverse!  Sull'altro e più limitato servizio immaginiamo possa essere accaduto qualcosa di analogo.
Morale della favola? Nel mentre la Regione pensa di risolvere il problema stanziando 3,7 milioni di euro a favore del Trasporto Pubblico Fvg (ovvero la società aggiudicataria di tutti servizi di trasporto pubblico regionale) affinché possa dotarsi di due nuove imbarcazioni da affidare ai gestori interni per lo svolgimento dei servizi marittimi, ci poniamo due semplici interrogativi. Il primo: è la società incaricata (ovvero Tpl Fvg) in possesso delle necessarie competenze tecniche per effettuare una simile gara? Il secondo: quanto tempo dovrà passare prima che i nuovi mezzi, dotati di tutte le certificazioni del caso, possano effettivamente svolgere i servizi marittimi di linea nel golfo di Trieste e aree limitrofe?  Domande senza risposta, naturalmente.... Nel frattempo, ciò che possiamo assicurare è di seguire con grande attenzione l'evolversi della situazione perché, sia detto al di là di ogni ragionevole dubbio, tutti gli attori di questa telenovela stanno facendo fare alla comunità regionale davvero una pessima figura, soprattutto in un momento di forte crescita del turismo regionale!  
 
EMME ZETA
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