Grado: la memoria è responsabilità, riconoscenza e impegno per il futuro
A cinquant’anni dal terremoto del Friuli del 1976, Grado ha voluto rinnovare il legame con le comunità che, in quei mesi difficili, trovarono accoglienza nella nostra città.
L’incontro “𝟏𝟗𝟕𝟔-𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨. 𝐆𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐦𝐨𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐫𝐢𝐮𝐥𝐢”, all’interno della rassegna “𝐈 𝐠𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐢: 𝐥’𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢…
| Denis Locoselli | Notizie

foto tratta dalla pagina fb Comune di Grado
A cinquant’anni dal terremoto del Friuli del 1976, Grado ha voluto rinnovare il legame con le comunità che, in quei mesi difficili, trovarono accoglienza nella nostra città.
L’incontro “𝟏𝟗𝟕𝟔-𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨. 𝐆𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐦𝐨𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐫𝐢𝐮𝐥𝐢”, all’interno della rassegna “𝐈 𝐠𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐢: 𝐥’𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞” ha rappresentato un momento intenso di memoria e testimonianza, riportando alla luce le storie delle migliaia di persone accolte a Grado e, in particolare, dei tanti bambini che qui vissero una parte della loro vita lontano da casa.
Il Comune di Grado desidera rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questa serata: al presentatore Leonardo Tognon, ai testimoni, agli amministratori, alle comunità presenti e a quanti, con le loro parole e i loro ricordi, hanno permesso di restituire voce a una pagina importante della nostra storia.
Quella del 1976 fu una tragedia che segnò profondamente il Friuli, ma fu anche una stagione nella quale la solidarietà, l’accoglienza e la vicinanza tra persone e istituzioni seppero costruire legami destinati a durare nel tempo.
Ricordare oggi significa custodire quei legami e trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’accoglienza e della solidarietà.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito e continuano a contribuire a mantenere viva questa memoria.
È possibile rivedere l’incontro sul Canale YouTube del Comune di Grado.
(tratto dalla pagina fb del Comune di Grado)





