Il Comitato NO ovovia rompe il silenzio del Comune sull’iter: le dimissioni del Collegio consultivo, mentre l’ovovia scompare dal Porto Vecchio per la valutazione ambientale del progetto Costim

«Se l’Amministrazione comunale ha deciso di non parlare più dell’ovovia, ci assumiamo noi l’onere di comunicare ai cittadini lo stato dei procedimenti - così William Starc, coordinatore del Comitato No ovovia, rompe il silenzio del Comune in merito all’opera.
L’operazione in corso, tesa a far dimenticare le responsabilità politiche, amministrative e tecniche della perdita dei 48 milioni di € del PNRR, procede in questa estate torrida, tra allestimenti di pseudo zone verdi e inaugurazioni a metà di impianti per il tempo libero. Il Comune invece si è chiuso nel mutismo sull’opera che fino all’anno scorso era orgogliosamente sbandierata: non si sa se i 13 milioni di euro del Fondo opere indifferibili saranno confermati, né se nella prossima legge di bilancio nazionale vi sarà conferma dei fondi stanziati dal Ministro Salvini, in sostituzione di quelli persi.
Tutto tace, ma in realtà qualcosa si muove e noi cerchiamo di fare il punto, per informare con rigore e puntualità la cittadinanza, al posto di chi sarebbe tenuto a farlo».
«Ad oggi - prosegue Starc - non si hanno notizie sulla data per l’audizione al Consiglio di Stato, propedeutica all’emissione della sentenza: le ferie estive dell’organo giudiziario comportano tempi aggiuntivi e pertanto è difficile pronosticare la conclusione del procedimento istruttorio. Tuttavia le notizie non mancano: abbiamo appreso che i componenti del Collegio consultivo, istituito ai sensi dell’art. 215 del Codice degli Appalti per monitorare e dirimere eventuali contenziosi tra stazione appaltante (il Comune) e l’esecutore dell’appalto (l’associazione di imprese di cui la capofila è la Leitner), si sono dimessi. La motivazione? Dopo tre anni dalla sottoscrizione del contratto, non vi è stato l’avvio dei lavori, impedendo ai componenti di
svolgere il loro compito. Il progetto definitivo, seppur consegnato nell’autunno del 2023, non è mai stato approvato, in quanto manca la conformità urbanistica, non essendo stata approvata la variante n.12. E quindi i lavori non sono mai stati consegnati perché manca l’approvazione del progetto definitivo. Quello che ci sembra significativo è che ancora una volta il Comune non abbia dato comunicazione di quanto sopra evidenziato, dando atto che un ulteriore elemento a supporto del suo operare è venuto meno».
«Non è certo l’unico aspetto sul quale mancano trasparenza e correttezza da parte del Comune - aggiunge il Comitato -. L’Amministrazione, infatti, ha stralciato l’ovovia dalla verifica degli impatti per l’intervento Costim per il Porto Vecchio, per evitare di assoggettare il progetto alla Valutazione d’impatto ambientale, giustificando tale assunto con l’affermazione che non sono definibili i tempi per la sua realizzazione. È doveroso far notare che un simile comportamento il Comune lo aveva tenuto pure al momento della redazione della Valutazione Ambientale Strategica per il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, quando di fronte a puntuali osservazioni formulate dalla Regione e dall’ARPA, non volendo o non sapendo
rispondere, stralciò la Cabinovia dallo strumento in esame. Per questo, daremo pieno appoggio al neo costituito Comitato Porto Chiaro, poiché il Porto Vecchio è interessato dal percorso dell’ovovia e condividiamo l’idea che tale gruppo porta avanti per una vera mobilità sostenibile, alternativa a quanto propone il Comune con il progetto Costim».
«Come se non bastasse, la ridicola ipotesi avanzata dal Sindaco di realizzare solo il tratto Porto Vecchio è evidentemente non percorribile, vista la bocciatura del TAR, della VINCA e della VAS, e lo stallo della Variante 12, che inseriva nel PRGC anche il percorso nel bosco Bovedo - aggiunge Starc -. Abbiamo infatti avuto notizia che uno studio legale, interpellato sulla fattibilità di tale ipotesi, ha confermato quanto da tempo affermavamo: la suddivisione del tracciato in due tronconi richiederebbe due differenti progetti, che andrebbero approvati e messi in gara. Ciò farebbe decadere tutto quanto è stato fatto fino ad oggi, e soprattutto l’appalto assegnato e il contratto siglato con le imprese che lo hanno sottoscritto, aprendo un probabile contenzioso con le stesse. Inoltre, tale operazione comporterebbe un incremento del costo dell’opera, che già oggi non dispone del finanziamento atto a garantire l’aumento di spesa dovuto all’impennata dei prezzi dei materiali, visto che sono passati tre anni dalla presentazione del progetto definitivo. L’Amministrazione continua nella sua grave omertà, nel
non voler prendere atto di come stanno le cose e nel non dirlo alla cittadinanza».
In conclusione, il Comitato annuncia un’iniziativa, di cui aveva già dato un’anticipazione a inizio estate, prevista in questo mese. «Rispettiamo l’impegno preso al momento del lancio della campagna per la raccolta fondi per le spese per il ricorso al Consiglio di Stato, e per questo abbiamo voluto organizzare un momento conviviale in cui distribuire le ricompense - sia fisiche che immateriali - previste per chi ha generosamente sostenuto l’iniziativa.
Rendiconteremo anche sul nostro impegno in questi lunghi cinque anni, a futura memoria per chi vorrà raccogliere il testimone per impegnarsi in battaglie civili delle quali c’è sempre bisogno per dare voce a tutti coloro che hanno voglia di partecipare, mettendo a disposizione il proprio tempo e l’esperienza per la tutela dei beni pubblici»
(C.S.)








