Startech, stipendi al contagocce e futuro al buio: la rabbia dei 320 dipendenti di Trieste
La crisi della Startech di Trieste tocca il punto di non ritorno, trasformando l'ansia dei lavoratori in una drammatica certezza: le paghe non arrivano. Per le 320 famiglie legate allo stabilimento giuliano, la fine del mese è diventata un appuntamento con il vuoto finanziario, segnato da promesse aziendali infrante e da un'erogazione degli stipen…
| Denis Locoselli | Notizie

La crisi della Startech di Trieste tocca il punto di non ritorno, trasformando l'ansia dei lavoratori in una drammatica certezza: le paghe non arrivano. Per le 320 famiglie legate allo stabilimento giuliano, la fine del mese è diventata un appuntamento con il vuoto finanziario, segnato da promesse aziendali infrante e da un'erogazione degli stipendi che ormai avviene solo al contagocce.
Nelle ultime settimane la proprietà ha distribuito unicamente piccoli acconti, cifre irrisorie che non bastano a coprire le spese minime quotidiane. A peggiorare il quadro si aggiunge il blocco dei rimborsi fiscali del 730 e dei servizi di welfare aziendale, congelati da una direzione che non nasconde più la totale mancanza di liquidità. Anche l'attesa boccata d'ossigeno legata agli ammortizzatori sociali e ai fondi regionali si sta rivelando un percorso a ostacoli, rallentato dai tempi della burocrazia. Per uscire da questa spirale si punta ora al pagamento diretto da parte dell'INPS per le prossime mensilità, una misura d'emergenza che fotografa perfettamente la gravità della situazione.
Dietro al dramma dei portafogli vuoti emerge il fallimento di una gestione industriale che non è mai riuscita a tradurre le dichiarazioni d'intenti in investimenti concreti. I sindacati denunciano da tempo l'assenza di un piano industriale credibile e la fuga dei potenziali partner finanziari. Senza capitali e con le linee produttive ferme, lo spettro della chiusura si fa sempre più vicino. La palla passa ora ai tavoli istituzionali, dove la Regione e le parti sociali cercano disperatamente una via d'uscita per salvare l'occupazione e dare risposte certe a una comunità esausta.





