Consiglio di Stato: l'immobile del Darus Salaam passa definitivamente al Comune di Monfalcone
Respinto integralmente il ricorso del Centro culturale islamico. La decisione del massimo organo della giustizia amministrativa conferma la piena legittimità dell'operato del Comune e afferma un principio di diritto destinato a valere su tutto il territorio nazionale. È una sentenza destinata a segnare un precedente di rilievo nazionale quella pr…
| Denis Locoselli | Notizie

Respinto integralmente il ricorso del Centro culturale islamico. La decisione del massimo organo della giustizia amministrativa conferma la piena legittimità dell'operato del Comune e afferma un principio di diritto destinato a valere su tutto il territorio nazionale.
È una sentenza destinata a segnare un precedente di rilievo nazionale quella pronunciata dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Con la pronuncia depositata, venerdì 31 luglio, è stato infatti respinto integralmente l'appello del Centro culturale islamico Darus Salaam, confermando la piena legittimità dell'operato del Comune di Monfalcone - difeso dall’avvocato Teresa Billiani - e sancendo definitivamente che l'immobile di via Duca d'Aosta appartiene al patrimonio dell’ente.
«Questa è una sentenza storica, non solo per Monfalcone ma per l'intero Paese – dichiara il sindaco Luca Fasan. L’Adunanza Plenaria ha riconosciuto che il Comune ha agito nel pieno rispetto della legge e dello Stato di diritto, confermando che il centro islamico ha avuto torto ogni volta che si è presentato davanti al Consiglio di Stato e che tutte le sue pretestuose istanze sono state respinte. Si tratta del risultato di un percorso avviato dall'onorevole Anna Maria Cisint quando era sindaco di Monfalcone e portato avanti con determinazione fino a oggi, sostenendo anche pesanti conseguenze personali a causa di questa scelta.»
L'immobile non è stato acquistato dal Comune e la sua acquisizione non ha comportato alcun esborso di denaro pubblico. Il trasferimento al patrimonio dell'ente è infatti la conseguenza della sanzione prevista dalla normativa urbanistica nei confronti di chi non ottempera, entro novanta giorni, a un'ordinanza di ripristino. In questi casi la legge dispone il trasferimento del bene al patrimonio comunale senza alcun corrispettivo economico.
«La nostra non è mai stata una battaglia contro qualcuno, ma una grande battaglia a tutela della libertà, della democrazia e della legalità - ha evidenziato il consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare Anna Maria Cisint. Chi crede davvero nella libertà e nella democrazia sa che tutto parte dal rispetto della legge: solo così si possono garantire le stesse regole, gli stessi diritti e le stesse libertà per tutti. E' proprio alla luce di questa sentenza che qualcuno dovrebbe chiedersi perché, fino ad oggi, per qualcuno le regole avrebbero dovuto valere e per altri no.»
La pronuncia riveste un'importanza che va ben oltre il caso di Monfalcone perché risolve un contrasto interpretativo e fissa un principio di diritto destinato a essere applicato nei futuri casi analoghi. Ribadisce inoltre che il diritto di culto deve essere esercitato nel rispetto della normativa urbanistica ed edilizia e delle disposizioni poste a tutela della sicurezza e dell'incolumità pubblica.
«Ringrazio l'avvocato Teresa Billiani, che ha difeso con straordinaria competenza le ragioni del Comune, così come i dirigenti e gli uffici comunali che hanno operato con rigore e professionalità. In queste ore tanti cittadini ci hanno ringraziato perché vedono in questa decisione il ripristino della legalità e dell'uguaglianza davanti alla legge. Abbiamo difeso il diritto di tutti a vivere in uno Stato nel quale le regole si applicano senza eccezioni» spiega il sindaco Fasan.
«Questa pronuncia conferma la legittimità dei provvedimenti adottati dal Comune, nonchè la fondatezza delle tesi sostenute dalla Amministrazione, sottolinea l'avvocato Teresa Billiani. L'Adunanza Plenaria, si badi, massimo Consesso della Giustizia Amministrativa avente funzione nomofilattica, chiamata a risolvere questioni di diritto di particolare rilevanza, ha, tra l'altro, affermato che, nel caso di specie, il termine di novanta giorni risultava già decorso e che comunque la "mera proposizione del ricorso al TAR non sospende gli effetti del provvedimento". L'Adunanza Plenaria ha ritenuto, altresì, di "affermare principi di diritto che possono prevenire eventuali contrasti giurisprudenziali", come, a tutti gli effetti, ha fatto nella motivazione della Sentenza di 22 pagine.
«Da Monfalcone parte un altro messaggio importantissimo per tutto il Paese: si può fare. Il Consiglio di Stato ha stabilito che si può intervenire nel rispetto della legge. Ci sono voluti coraggio, determinazione e amore per il proprio Paese, ma oggi abbiamo tracciato una strada che offre a tutti i Comuni e a tutti i sindaci uno strumento concreto per contrastare gli abusi e il fanatismo islamico. Ora questo immobile tornerà definitivamente nella disponibilità della collettività. Sarà restituito ai cittadini di Monfalcone, che in questi anni hanno sopportato sacrifici e disagi e che oggi vedono finalmente riconosciuto il principio più importante: il rispetto della legge. A tutti coloro che hanno cercato di giustificare questi abusi, accampando scuse o tentando di nascondere le proprie sconfitte, dico: questa sentenza è tombale. Game over» conclude l'onorevole Anna Maria Cisint.





