Trieste, porto di transito del falso: sequestrati oltre un milione di euro in contanti e un "kit" digitale per falsificare documenti
Un carico milionario fatto di banconote contraffatte e un vero e proprio "manuale elettronico" per produrre documenti falsi su scala industriale. È questo il bilancio di una maxi operazione congiunta tra i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, che ha i…
| Denis Locoselli | Notizie

Un carico milionario fatto di banconote contraffatte e un vero e proprio "manuale elettronico" per produrre documenti falsi su scala industriale. È questo il bilancio di una maxi operazione congiunta tra i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, che ha intercettato una pericolosa rotta transnazionale del crimine all'interno dello scalo giuliano.
Il blitz è scattato durante i controlli ordinari sui flussi commerciali in regime di transito internazionale all'interno del porto di Trieste. I fari degli investigatori si sono accesi su un autoarticolato sbarcato da una nave "Ro-Ro" proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik e apparentemente diretto ad Amburgo, in Germania. La documentazione di viaggio indicava una spedizione commerciale tra una società di telecomunicazioni turca e un'azienda di servizi olandese. Un tragitto lungo e strutturato, che però nascondeva ben altro che normali merci di scambio.
L'ispezione approfondita del tir ha rivelato una realtà inquietante. All'interno del mezzo i finanzieri e i funzionari doganali hanno scoperto un ingente quantitativo di valuta contraffatta: esattamente 23.400 banconote da 50 euro, per un valore nominale complessivo di 1.170.000 euro. Le banconote, pronte per essere immesse nel mercato europeo, erano riprodotte con una cura tale da poter ingannare facilmente i cittadini e i commercianti al dettaglio.
Accanto ai contanti, le autorità hanno rinvenuto 25 documenti d’identità già stampati e palesemente contraffatti. Tra questi figuravano visti diplomatici, passaporti britannici e statunitensi, carte d'identità marocchine e permessi di soggiorno validi per l'area europea.
La vera sorpresa per gli inquirenti è arrivata però dall'analisi dei supporti informatici sequestrati a bordo: un hard disk e una chiavetta USB. All'interno erano archiviati oltre 10.000 file digitali che costituivano un vero e proprio "kit del perfetto falsario". La memoria conteneva software grafici, font rari, loghi istituzionali, codici alfanumerici e layout preimpostati per generare e stampare da zero patenti di guida, visti consolari e titoli di viaggio di decine di nazioni diverse.
L'intero carico illecito è stato posto sotto sequestro e la Procura della Repubblica di Trieste ha immediatamente aperto un fascicolo. L'ipotesi degli investigatori è che Trieste fosse solo una tappa di transito di una complessa filiera criminale estesa tra il Medio Oriente e il cuore dell'Europa. Le indagini ora si muovono su canali internazionali per risalire alla stamperia d'origine in Turchia e identificare i reali destinatari di questo imponente arsenale della contraffazione.





