Crisi Startech, Rifondazione Comunista chiede una svolta nelle politiche industriali

La situazione della Startech continua a suscitare reazioni nel panorama politico locale, con Rifondazione Comunista che interviene esprimendo forte preoccupazione per le prospettive dell’azienda e per il quadro industriale regionale. Pur registrando un temporaneo allentamento delle tensioni legate ai ritardi negli stipendi, il partito evidenzia come restino irrisolti i nodi principali legati alla solidità del piano industriale e al ritiro di alcuni investitori considerati strategici. La vicenda viene inserita in un contesto più ampio di difficoltà produttive che, secondo l’analisi di Rifondazione, coinvolgono non solo Trieste ma l’intero Friuli Venezia Giulia, con richiami anche ai casi nazionali che stanno interessando altri grandi gruppi. Il partito sottolinea la necessità di un cambio di passo nelle relazioni industriali e di un ruolo più incisivo delle istituzioni per garantire stabilità occupazionale e rilanciare il lavoro produttivo. Arriva inoltre un messaggio di sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della Startech, riconoscendone l’impegno nelle recenti mobilitazioni. Nella nota viene anche difesa la FIOM-CGIL dalle polemiche sorte attorno a un episodio che, secondo Rifondazione, non avrebbe alcun legame con l’attività sindacale, ribadendo l’importanza di tutelare chi rappresenta i diritti dei lavoratori.
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