Il mare scompare sotto una coltre bianca: le Rive di Trieste invase da migliaia di meduse
Chi stamattina ha passeggiato lungo le Rive si è trovato di fronte a uno scenario surreale: il blu del Golfo è stato letteralmente cancellato da una distesa biancastra e pulsante. Una massiccia invasione di meduse ha colpito il cuore della città, concentrandosi in particolare nello specchio d'acqua tra il Molo Audace e Piazza Unità d'Italia…
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Chi stamattina ha passeggiato lungo le Rive si è trovato di fronte a uno scenario surreale: il blu del Golfo è stato letteralmente cancellato da una distesa biancastra e pulsante. Una massiccia invasione di meduse ha colpito il cuore della città, concentrandosi in particolare nello specchio d'acqua tra il Molo Audace e Piazza Unità d'Italia.
La protagonista di questo "bloom" (fioritura improvvisa) è la Rhizostoma pulmo, comunemente nota come "Polmone di mare". Si tratta di esemplari di grandi dimensioni, che possono superare i 50 centimetri di diametro. Nonostante l'aspetto imponente, gli esperti rassicurano: la specie è scarsamente urticante e non rappresenta un pericolo grave per l'uomo, pur potendo causare lievi irritazioni ai soggetti più sensibili.
Secondo i biologi marini, l'eccezionale assembramento è frutto di una combinazione di fattori meteo-marini. Le correnti superficiali, alimentate dai venti di Bora dei giorni scorsi, hanno spinto le meduse verso il fondo del sacco di Trieste, dove la conformazione delle rive le ha letteralmente "intrappolate". A questo si aggiunge l'aumento delle temperature medie del mare, che favorisce una proliferazione sempre più massiccia di questi invertebrati nell'Alto Adriatico.
Mentre i turisti affollano il waterfront per scattare foto e video che stanno già facendo il giro dei social, la situazione è ben diversa per chi vive di mare. I pescatori triestini segnalano gravi difficoltà: le reti, appesantite dalla massa gelatinosa, rischiano di rompersi e la selezione del pescato diventa un'operazione quasi impossibile, paralizzando di fatto l'attività della piccola pesca locale.
Il fenomeno è destinato a svanire non appena cambieranno le correnti o il vento girerà, disperdendo la biomassa verso il largo. Fino ad allora, Trieste si gode lo spettacolo di un mare che sembra essersi trasformato in una nuvola densa e silenziosa, monito visibile dei mutamenti che stanno interessando l'ecosistema marino.





