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Grande partecipazione all’incontro pubblico sui referendum sulla giustizia: “Un Sì per un’Italia migliore”

Si è svolto a Trieste oggi venerdì 13 marzo l’incontro pubblico dal titolo “Un Sì per un’Italia migliore”, dedicato ai prossimi referendum sulla giustizia. L’iniziativa ha visto una significativa partecipazione di cittadini interessati ad approfondire i contenuti della riforma e a confrontarsi direttamente con i relatori presenti. Ad aprire gli i…
 |  Redazione  |  Notizie
Si è svolto a Trieste oggi venerdì 13 marzo l’incontro pubblico dal titolo “Un Sì per un’Italia migliore”, dedicato ai prossimi referendum sulla giustizia. L’iniziativa ha visto una significativa partecipazione di cittadini interessati ad approfondire i contenuti della riforma e a confrontarsi direttamente con i relatori presenti.
Ad aprire gli interventi è stato Paolo Polidori, segretario provinciale della Lega, che ha sottolineato l’importanza di momenti di confronto pubblico entrando subito nel vivo del tema. 
Nel corso dell’incontro è intervenuta l’onorevole Ingrid Bisa, componente della Commissione Giustizia della Camera, che ha illustrato nel dettaglio i contenuti della riforma, evidenziandone la coerenza con i principi costituzionali.
«È una riforma in linea con la Costituzione. Il Sì rafforza il giusto processo. La separazione delle carriere garantisce autonomia al pubblico ministero e piena terzietà al giudice», ha dichiarato l’on. Bisa.
«Come effetto coerente della separazione delle carriere – ha proseguito – saranno formati con sorteggio i due CSM, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. La riforma istituisce inoltre un’Alta Corte disciplinare che valuterà gli eventuali procedimenti disciplinari dei magistrati».
La parlamentare ha inoltre ricordato come il percorso di questa riforma abbia radici lontane:
«È una riforma che nasce da lontano, dal 1988 con la riforma Vassalli del codice di procedura penale, che ha trasformato il sistema da inquisitorio ad accusatorio. Una riforma che prevedeva in modo consequenziale la separazione delle carriere, ma che all’epoca non fu realizzata».
Il dibattito è stato arricchito poi dall’intervento dell’avvocato Giovanni Di Lullo, componente della Camera Penale di Trieste, che ha offerto un contributo tecnico molto dettagliato. 
Ha concluso l’incontro il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che ha invitato i cittadini a partecipare al voto con consapevolezza e responsabilità.
«La democrazia si rafforza quando i cittadini partecipano informati. È fondamentale andare a votare basandosi sui fatti e non su narrazioni distorte o strumentali: solo così si può decidere davvero il futuro della nostra giustizia».
L’incontro si è concluso con un momento di confronto diretto con il pubblico, a conferma dell’interesse e dell’attenzione che il tema della giustizia continua a suscitare nella comunità.
 
(C.S.)
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