Formula 1 sotto la lente scientifica: l’Università di Trieste analizza stress e performance dei piloti
Uno studio condotto dall’Università di Trieste insieme alla University of Roehampton analizza in profondità le risposte fisiologiche dei piloti di Formula 1, mostrando come il loro corpo sviluppi adattamenti specifici per affrontare le condizioni estreme della guida. La ricerca, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, è stata realizzata con il contributo di performance coach del paddock e mette in evidenza che non sono altezza o peso a distinguere i piloti, ma la capacità di sostenere accelerazioni fino a 4 g, posture obbligate e stress termico elevato. Tra gli adattamenti più evidenti emerge lo sviluppo della forza del collo, essenziale per mantenere stabilità e precisione durante frenate e curve, insieme al rafforzamento del tronco e alla gestione dei carichi asimmetrici sugli arti inferiori. Lo studio analizza anche l’impatto del calendario moderno, con 24 gare in 21 paesi, che aumenta la necessità di strategie di recupero e acclimatazione al caldo. Le interviste ai preparatori mostrano programmi di allenamento sempre più personalizzati, modellati su circuito, condizioni ambientali e caratteristiche del pilota. I ricercatori indicano come prossima sfida la raccolta di dati sempre più vicini alle condizioni reali di gara, per comprendere meglio gli effetti a lungo termine delle sollecitazioni sulle monoposto.
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