Trieste, droni usati per consegnare droga e cellulari in carcere: al Coroneo arriva la “voliera” anti‑intrusione
I droni sono diventati uno strumento per recapitare droga e telefoni cellulari direttamente nelle celle, un fenomeno che secondo il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro registra «ogni notte sorvoli che stanno più verso le centinaia che le decine» negli istituti italiani. In visita alle carceri di Trieste e Gorizia, Delma…
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I droni sono diventati uno strumento per recapitare droga e telefoni cellulari direttamente nelle celle, un fenomeno che secondo il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro registra «ogni notte sorvoli che stanno più verso le centinaia che le decine» negli istituti italiani. In visita alle carceri di Trieste e Gorizia, Delmastro ha illustrato la strategia avviata al Coroneo, dove l’installazione della cosiddetta “voliera”, una rete anti‑intrusione ideata da un operatore e descritta in una relazione del 2018, ha azzerato i casi negli ultimi tre mesi. Il sistema contrasta un metodo semplice ma efficace, che permette ai criminali di indirizzare i droni verso celle specifiche anziché lanciare i pacchi nei cortili. Anche a Trieste si sono registrati episodi, pur senza numeri diffusi per ragioni di sicurezza, e la struttura è stata scelta per la sperimentazione grazie alla conformazione degli spazi. Parallelamente prosegue l’investimento in tecnologie antidrone, con 60 postazioni fisse e fucili che costringono i velivoli all’atterraggio, oltre alla creazione di un reparto specializzato della polizia penitenziaria. Il prossimo passo sarà mappare gli istituti italiani dove la “voliera” potrà essere adottata.
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