Il Comitato NoOvovia punta il dito su costi e ruolo della Regione

Il confronto sulla cabinovia entra nel vivo anche nel 2026, dopo che il Comitato NoOvovia ha criticato la decisione della Giunta comunale di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR del 2024 e 2025. Per il Comitato, la scelta dell’amministrazione non sarebbe legata alla concreta possibilità di ribaltare l’esito giudiziario, ma a una strategia politica e contrattuale volta a mantenere aperto il percorso amministrativo dell’opera. Restano però due nodi centrali: la posizione della Regione, che non avrebbe ancora espresso un orientamento definitivo, e il quadro economico complessivo, ritenuto sempre più incerto. Il coordinatore William Starc sottolinea come la questione della VINCA, di competenza regionale, continui a rappresentare un punto irrisolto. Sul fronte dei costi, il Comitato evidenzia che un progetto presentato come privo di oneri per il Comune graverebbe ora sulle casse pubbliche, aggravato dall’aumento dei prezzi. Criticata anche la scelta di ricorrere a legali esterni, con spese già superiori ai 200mila euro. NoOvovia rilancia infine l’ipotesi di un referendum cittadino e annuncia nuove iniziative per contrastare l’opera, definita impattante e non sostenibile.
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