Trieste, l’Irci acquisisce il Fondo Quarantotti Gambini: il “cestino di Saba” diventa patrimonio pubblico

Il “cestino di Saba”, simbolo del laboratorio poetico di Umberto Saba, è diventato patrimonio pubblico grazie all’acquisizione del Fondo Quarantotti Gambini da parte dell’Istituto regionale per la Cultura istriano fiumano dalmata. Il materiale, proveniente dalla libreria antiquaria Drogheria 28, comprende poesie scritte tra il 1928 e il 1945, varianti e bozze che rivelano il processo creativo del poeta triestino. Pier Antonio Quarantotti Gambini, amico e allievo di Saba, recuperò e conservò quei testi che il poeta aveva scartato, intuendone il valore. Tra i documenti spiccano la bozza di Ammonizione e altre poesie e versioni inedite di componimenti poi confluiti in Parole. L’operazione è stata salutata con soddisfazione dal presidente dell’Irci, Franco Degrassi, che ha sottolineato l’importanza di custodire testimonianze uniche. Il volume Il cestino di Saba, con prefazione di Diego Marani, raccoglie e presenta questo prezioso corpus. Trieste arricchisce così la propria memoria culturale con un tassello fondamentale della poesia del Novecento.





