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Conferenza stampa della Fesica Confsal, nel mirino le responsabilità delle aziende sanitarie e della Regione

Forte presa di posizione del sindacato autonomo Fesica Confsal del Friuli Venezia Giulia che in una conferenza stampa tenuta oggi (lunedì 16 giugno) ha inviato un preciso ultimatum alle Istituzioni regionali e, in particolare, ai responsabili politici della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ai vertici delle due Azie…
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Forte presa di posizione del sindacato autonomo Fesica Confsal del Friuli Venezia Giulia che in una conferenza stampa tenuta oggi (lunedì 16 giugno) ha inviato un preciso ultimatum alle Istituzioni regionali e, in particolare, ai responsabili politici della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ai vertici delle due Aziende sanitarie pubbliche coinvolte: l’ASUGI giuliana e l’ASUFC (Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale) di Udine.

Principale oggetto del contendere sono le remunerazioni veramente infime, e, appunto “inferiori ai minimi costituzionali” – come ha sottolineato il responsabile del settore lavoro privato della Fesica Confsal Antonino Martelli – che i datori di lavoro, ovvero le aziende o cooperative beneficiarie dei relativi appalti, applicano nei settori della vigilanza privata e servizi fiduciari e delle guardie ai fuochi (ma anche, analogamente, degli addetti alle pulizie, alle mense o altri ancora) sulla base di contratti vecchi di oltre 15 anni o comunque pesantemente inadeguati. Contratti che – ed è questo l’aspetto che il Sindacato autonomo ritiene ancor più grave – le pubbliche Istituzioni e le Aziende pubbliche della nostra Regione ritengono di poter tranquillamente avallare: “Siamo di fronte a una situazione sotto i livelli della decenza – ha stigmatizzato Martelli -, dove stipendi miserandi e completamente anticostituzionali – e qui il sindacalista fa un preciso riferimento all’art. 36 della Costituzione italiana - vengono erogati nel silenzio complice delle aziende pubbliche, quali sono le Aziende sanitarie che hanno svolto e assegnato gli appalti, e delle massime Istituzioni regionali competenti che fingono di “non sapere” o “non sentire”!”.

E qui il riferimento va ai numerosi contatti e tentativi di sanare tali situazioni che la Fesica Confsal ha ripetutamente compiuto con i diversi responsabili, sia tecnici che politici, degli enti interessati, prima di scendere oggi “sul piede di guerra”. “Tentativi finora tutti rigettati dalle controparti – ha concluso Martelli – con risposte evasive o del tutto negative (fino in un caso al “fateci causa se volete”), e, fatto ancor più grave, alla negazione di qualunque dialogo da parte del principale referente politico del settore, l’Assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi. Motivo per cui, essendo per sua natura, un Ente pubblico il primo a dover vigilare e far osservare le leggi e lo spirito della Costituzione, esperiremo ancora un ultimo tentativo presso tutte le forze politiche, senza distinzioni, per cercare di correggere la situazione” – e in tal senso è stata oggi annunciata la prossima richiesta di un incontro con tutti i Capigruppo del Consiglio Regionale -. “Ci riserviamo in ogni caso di formulare degli esposti presso le Procure della Repubblica di Trieste e di Udine con l’ipotesi di reato di “caporalato””.

Sono quindi intervenuti il responsabile del settore guardie ai fuochi della stessa Fesica Confsal Marco Zaccaria che ha rimarcato le inaccettabili condizioni di remunerazioni di questa e delle altre categorie analoghe “con stipendi di 800 Euro netti al mese che non consentono una vita neppur minimamente decente ai lavoratori e alle loro famiglie”.

Dal canto suo, il Segretario regionale Fesica Confsal Filippo Caputo, presente anche il Segretario provinciale Confsal di Trieste Elisabetta Lama, ha voluto sottolineare come “ancora una volta il Sindacato autonomo sia costretto a intervenire, rispondendo all’appello di lavoratori trascurati dalle istituzioni e abbandonati dagli altri “sindacati”, e lo farà anche in questa occasione, con la propria nota determinazione, scendendo in campo con durezza e senza equivoci, innanzitutto rivolgendo un estremo appello alle forze politiche, senza esclusione alcuna, per poi assumere ogni altra iniziativa possibile, in qualunque sede.”   

Tra i presenti alla conferenza stampa odierna anche il Consigliere regionale e comunale Sen. Francesco Russo, che, dando atto alla Fesica Confsal di aver sempre agito “al di sopra della parti e al di là di destra o sinistra, nel precipuo interesse dei lavoratori rappresentati” ha auspicato che “come già avvenuto nel caso dei dipendenti delle cooperative operanti nei Civici Musei triestini dove, grazie alla primaria iniziativa della Confsal e quindi al concorde consenso delle forze politiche cittadine, si sono raggiunti dei primi importanti cambiamenti, anche in questo caso si possano ottenere, con un’azione coordinata, i risultati desiderati, a fronte di trattamenti economici davvero preoccupanti, in una Regione peraltro dove i soldi ci sono e non dovrebbe essere difficile per chi amministra trovare le giuste soluzioni per chi lavora ai livelli limite che possono e devono venir superati.”

 

                                                                                   La Segreteria regionale Fesica – CONFSAL

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