“BRAT-FRATELLO” di Davide Comelli: una riflessione ungarettiana sulla pace

Sarà inaugurata lunedì 5 maggio alle 18.00 in via Carducci 47 a Gorizia l’installazione itinerante organizzata e promossa da La Cappella Underground a titolo “BRAT – FRATELLO” di Davide Comelli.
L’installazione trae origine e significato dal discorso pronunciato da Giuseppe Ungaretti in occasione del ricevimento della Laurea ad Honorem in Lettere da parte dell’Università di Trieste, nel 1968: un’accorata riflessione plasmata dalla sua esperienza di poeta e soldato sul confine orientale durante la Prima Guerra Mondiale, su quel carso teatro di massacri imposti dalla storia fra uomini che erano intimamente “fratelli”.
Questa “fratellanza”, che ricorre nella poetica di Ungaretti quale concetto indispensabile e precursore di pace, diviene, nell’installazione di Comelli, attiva, concretamente e doverosamente realizzabile da ognuno di noi, che è chiamato ad alimentarla con le sue azioni. Di qui il simbolismo del tritacarne, fulcro dell’opera e rimando evidente alla carneficina che è ogni guerra, il cui ricordo salvifico va “azionato” da uno osservatore attivo e partecipe.
“BRAT – Fratello” verrà proposta in tre località simbolo della Prima Guerra Mondiale: Trieste, Gorizia e San Martino del Carso.
Il progetto ha ricevuto il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia e il partenariato dell'Università degli Studi di Trieste, che realizzerà una tavola rotonda su Ungaretti e il Friuli-Venezia Giulia. Casa della Musica di Trieste ha curato la riproduzione all'interno dell’opera del discorso pronunciato da Ungaretti in occasione del ricevimento della laurea honoris causa. Il Comune di Trieste ospiterà la tappa triestina presso uno dei locali del Castello di San Giusto.
Un’installazione, quella di Comelli, preziosa in questi tempi complicati e cruenti e delle parole, quelle di Ungaretti, che da attuali dovrebbero farsi con urgenza attuabili:
“Saluto quanti nella guerra hanno sofferto e soprattutto quanti ne sono stati massacrati orribilmente. Saluto la pace, saluto la libertà, saluto il Carso dove riposano tanti fratelli combattenti morti forse per lo stesso desiderio che mi animava quando ero soldato, che oggi mi sgorga dal cuore in un grido che è tornato a farsi forte: libertà, pace, amore, eguaglianza fra gli uomini”. (ndr chiusa del discorso di Ungaretti, 15/01/1968)
Per ulteriori informazioni:
La Cappella Underground
Martina D’Adamo





