Trieste, stop alla distribuzione di cibo in piazza Libertà: Alleanza Verdi e Sinistra insorge contro il provvedimento della questura
Le consigliere Elisa Moro e Tiziana Cimolino di Alleanza Verdi e Sinistra attaccano il provvedimento con cui la questura di Trieste ha limitato la distribuzione di cibo ai migranti in piazza Libertà. Per AVS, colpire chi aiuta i più vulnerabili è più semplice che assumersi le responsabilità di governo.
| Denis Locoselli | Cronaca

Le consigliere Elisa Moro e Tiziana Cimolino di Alleanza Verdi e Sinistra attaccano il provvedimento con cui la questura di Trieste ha limitato la distribuzione di cibo ai migranti in piazza Libertà. Per AVS, colpire chi aiuta i più vulnerabili è più semplice che assumersi le responsabilità di governo.
Un provvedimento della questura di Trieste che limita — o vieta — la distribuzione di cibo in piazza Libertà ha acceso il dibattito politico in città, scatenando la reazione di Alleanza Verdi e Sinistra. A farsi portavoce delle critiche sono Elisa Moro e Tiziana Cimolino, esponenti locali del partito, che hanno denunciato quella che definiscono una misura punitiva nei confronti di chi svolge attività di volontariato e sostegno umanitario.
Secondo le due rappresentanti di AVS, il provvedimento colpirebbe in modo diretto le associazioni e i singoli volontari impegnati nell'assistenza ai migranti che transitano o sostano nel capoluogo giuliano, una realtà strutturale della città almeno dal 2015, anno in cui la rotta balcanica ha ripreso a portare migliaia di persone verso l'Europa occidentale attraverso il confine italo-sloveno.
«È facile prendersela con chi porta aiuti ai migranti», avrebbero dichiarato Moro e Cimolino , sottolineando come sia ben più complesso affrontare le cause strutturali del fenomeno migratorio e le responsabilità che ricadono sulle istituzioni di governo, a livello locale e nazionale.
Il provvedimento della questura — la cui natura giuridica precisa— riguarderebbe specificamente l'area di piazza Libertà, snodo centrale della mobilità triestina e punto di riferimento tradizionale per le persone in transito che cercano assistenza di prima necessità.
Non è la prima volta che la questione della gestione dei flussi migratori a Trieste genera tensioni tra le istituzioni di pubblica sicurezza e il mondo del volontariato. Organizzazioni operano da anni sul territorio offrendo cibo, vestiti e orientamento legale ai migranti, spesso in una zona grigia normativa che ora sembrerebbe essere oggetto di una stretta più decisa.
Non è chiaro se il provvedimento abbia carattere temporaneo o permanente, né se siano previste zone alternative designate per le attività di distribuzione.
AVS, dal canto suo ribadisce che limitare l'azione dei volontari non risolve il problema dell'accoglienza ma rischia semmai di aggravare le condizioni di vulnerabilità di persone già in situazioni di estrema difficoltà.
Il dibattito si inserisce in un contesto nazionale in cui il tema della gestione dei flussi migratori rimane al centro dello scontro politico, con il governo e le opposizioni distanti su approcci e soluzioni. A Trieste, città di frontiera per eccellenza, la questione assume contorni particolarmente concreti e quotidiani.
Fonte: TriestePrima



