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"Tornate nelle foibe": frase choc contro i tifosi della Triestina, bufera dopo la partita a Mortegliano

Un'accesa polemica scoppia al termine dell'incontro tra Mortegliano e Triestina: alcuni componenti della panchina della squadra friulana avrebbero rivolto insulti gravissimi ai sostenitori alabardati. Il presidente del Mortegliano smentisce. La vicenda è ora al vaglio .
 |  La Redazione  |  Calcio
"Tornate nelle foibe": frase choc contro i tifosi della Triestina, bufera dopo la partita a Mortegliano

Un'accesa polemica scoppia al termine dell'incontro tra Mortegliano e Triestina: alcuni componenti della panchina della squadra friulana avrebbero rivolto insulti gravissimi ai sostenitori alabardati. Il presidente del Mortegliano smentisce. La vicenda è ora al vaglio .

Un'espressione che evoca una delle pagine più dolorose della storia del confine orientale, trasformata in insulto da stadio. È quanto denunciano alcuni tifosi della Triestina al termine della partita disputata a Mortegliano tra la squadra di casa e l'Unione Sportiva Triestina, nell'ambito del campionato di serie D.

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni componenti della panchina del Mortegliano avrebbero urlato ai supporters alabardati la frase «Tornate nelle foibe», un riferimento esplicito alle stragi perpetrate dai partigiani titini ai danni della popolazione istriana, fiumana e dalmata tra il 1943 e il 1945, riconosciute dallo Stato italiano come crimine contro l'umanità. Un'espressione che, se confermata, andrebbe ben oltre il normale folklore da rivalità calcistica, assumendo connotazioni di carattere storico-politico di eccezionale gravità.

La notizia, rilanciata dall'emittente Telequattro, ha immediatamente suscitato reazioni nell'ambiente sportivo e non solo. La comunità triestina, storicamente sensibile al tema delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, ha accolto le accuse con indignazione.

Il presidente del Mortegliano, Arduino Pattaro, ha tuttavia smentito categoricamente quanto denunciato dai tifosi ospiti. La società friulana, secondo quanto riferito, respinge le accuse e nega che si siano verificati episodi di tale natura a margine della gara.

Lo scontro tra le due versioni dei fatti rende necessario un accertamento puntuale di quanto accaduto. Al momento non è chiaro se siano stati presentati esposti o segnalazioni formali agli organi federali competenti, né se la Procura Federale della FIGC abbia avviato verifiche autonome sull'episodio.

Il caso riporta al centro del dibattito il tema degli insulti a sfondo storico-politico negli stadi italiani, fenomeno che le istituzioni sportive dichiarano di voler combattere con crescente determinazione. L'utilizzo del termine «foibe» come arma verbale non è inedito nel calcio della regione, ma ogni episodio del genere tende a riaprire ferite profonde in una comunità che il dramma dell'esodo lo ha vissuto in prima persona, e che continua a tramandarne la memoria.

La redazione aggiornerà l'articolo non appena saranno disponibili riscontri ufficiali.

Fonte: Telequattro
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