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Porto Vecchio, affondo contro la Giunta Dipiazza: “Sul progetto Costim un gioco delle tre carte per eludere la VIA

 |  La Redazione  |  Cronaca
Porto Vecchio, affondo contro la Giunta Dipiazza: “Sul progetto Costim un gioco delle tre carte per eludere la VIA

Dopo il ricorso al TAR promosso da associazioni e Comitato Porto Chiaro, scoppia lo scontro politico. Duro attacco al Sindaco per le frasi rivolte ai ricorrenti: “Segnale di nervosismo ed estrema arroganza.”TRIESTE — Il progetto di riqualificazione di Porto Vecchio affidato al gruppo Costim e le scelte amministrative della Giunta Dipiazza finiscono nuovamente al centro di una dura polemica politica, alimentata dall’impugnazione al TAR presentata oggi dalle associazioni ambientaliste e dal Comitato Porto Chiaro.



Al centro delle contestazioni vi è la presunta gestione a “doppio binario” delle procedure amministrative relative all’opera. Secondo quanto denunciato, il Comune avrebbe inizialmente qualificato l’intervento come “unitario” in sede di Consiglio Comunale per motivarne l’interesse pubblico, garantendo così ai soggetti privati il diritto di prelazione anche sulla compravendita dei 19 magazzini storici destinati all’alienazione.

Successivamente, in sede di verifica ambientale, la pratica sarebbe stata presentata in forma frazionata tra quota pubblica e privata. Una strategia che, secondo gli oppositori, rappresenterebbe un vero e proprio “gioco delle tre carte” per aggirare le normative nazionali ed evitare che il piano complessivo venisse sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

A infiammare ulteriormente il clima sono state le recenti e controverse dichiarazioni del primo cittadino Roberto Dipiazza nei confronti dei soggetti promotori del ricorso. Parole definite “il punto più basso” toccato dall’amministrazione negli ultimi anni, lette come un sintomo di forte tensione all’interno della maggioranza di centrodestra di fronte ai controlli sulla regolarità dell’operazione immobiliare.

L’opposizione ribadisce la necessità di un cambio di rotta radicale nel metodo di governo del capoluogo giuliano, contestando una gestione dell’urbanistica cittadina percepita come verticistica e priva del necessario coinvolgimento della popolazione. La richiesta formale avanzata all’esecutivo comunale è quella di riaprire un percorso basato su trasparenza, partecipazione pubblica e reale tutela dell’interesse collettivo nello sviluppo di Porto Vecchio.

Fonte: Servizio della redazione
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