Vittorio Sgarbi in Caravaggio al Politeama Rossetti

“Caravaggio” è in scena in una serata unica, oggi giovedì 11 novembre al Politeama Rossetti di Trieste, Sala Assicurazioni Generali, con inizio alle 20.30: il titolo è inserito nel cartellone “Scena Contemporanea”, che esplora le molte possibilità espressive e intersecazioni fra il teatro e le altre arti. Dopo l’appuntamento con Vittorio Sgarbi,...
 |  Francesco Tremul  |  Spettacoli

“Caravaggio” è in scena in una serata unica, oggi giovedì 11 novembre al Politeama Rossetti di Trieste, Sala Assicurazioni Generali, con inizio alle 20.30: il titolo è inserito nel cartellone “Scena Contemporanea”, che esplora le molte possibilità espressive e intersecazioni fra il teatro e le altre arti. Dopo l’appuntamento con Vittorio Sgarbi, nello stesso cartellone si parlerà ad esempio di Frida Khalo in “Viva la vida” con Pamela Villoresi.

Sarà per il pubblico un’esperienza speciale, quella di farsi condurre attraverso la pittura e la storia di Michelangelo Merisi – il Caravaggio – da un esperto della caratura di Vittorio Sgarbi. Il suo sguardo magistrale e la sua assoluta competenza permetteranno di conoscere ogni segreto delle opere, che saranno proiettate e analizzate nel corso della preziosa lectio.

"Caravaggio è doppiamente contemporaneo" asserisce Vittorio Sgarbi. "È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio".

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