"Klangore" di M. Seffino alla Fittke

Tra gli ultimi appuntamenti del calendario di FITTKEgiovani, dal 13 al 18 dicembre la Sala Fittke entra nella sfera della sound art con la personale di Michele Seffino, classe 1991. Con un bagaglio formativo importante che include gli studi di musica e nuove tecnologie al Conservatorio di Musica G. Tartini e la specializzazio...
 |  Redazione de il Meridiano  |  Cultura

Tra gli ultimi appuntamenti del calendario di FITTKEgiovani, dal 13 al 18 dicembre la Sala Fittke entra nella sfera della sound art con la personale di Michele Seffino, classe 1991. Con un bagaglio formativo importante che include gli studi di musica e nuove tecnologie al Conservatorio di Musica G. Tartini e la specializzazione in computer music a Graz, Seffino entra in contatto con il PAG Progetto Area Giovani selezionato per un’edizione di Artefatto. Grazie a questo primo incontro viene invitato dalla BJCEM Biennale de Jeunes Createurs de l’Europe et de la Méditerranée, di cui il Comune di Trieste è partner, per rappresentare l’Italia alla Biennale dei Giovani Artisti che si è da poco conclusa nella Repubblica di San Marino.

KLANGORE (che sarà aperta alla Fittke da lunedì 13 dicembre alle ore 18.00) mette in scena il suono nello spazio prima ancora che nel tempo. Il suono viene qui inteso come fenomeno fisico, oggetto di studio e di interesse artistico a sé stante, distinto dalla musica e dall'organizzazione di nuclei sonori nel dominio del tempo. Allestire il suono nel mondo significa non soltanto svelarne le sue articolazioni acustiche e fisiche in rapporto alle caratteristiche volumetriche e materiali del luogo, ma vuol dire anche e soprattutto investire lo spazio di una nuova funzione - diventando esso parte necessaria alla dialettica dell'opera assieme all’ascoltatore - e trasformarlo in spazio antropologico, luogo di connessioni, costruzione sociale, in cui il suono si fa evento, frutto di relazioni. L'ascoltatore stesso si fa spazio, risuona, viene attraversato e inglobato in quanto parte integrante dell'opera. La lettura ontologica del suono come evento ne sottolinea la natura sociale, relazionale ed immersiva e ci mette davanti all’evidenza che noi da sempre abitiamo il suono, e facendolo sviluppiamo una politica della presenza, della relazione. Un allestimento essenziale per una ricerca che non lascia spazio al compiacimento puramente estetico, ma che privilegia la dimensione esperienziale.

La mostra rientra nel programma di “Cities for YOUNG|YOUNG for cities” che caratterizza il PART-Y Street Art Festival, progetto europeo cui il Comune di Trieste attraverso l'assessorato ai giovani e il PAG è partner assieme ad altri cinque paesi europei, un'occasione importante per dare spazio alle diverse forme di creatività dei giovani che proseguirà, con una serie di iniziative, fino al 22 dicembre prossimo.

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