Trieste è una donna Il nuovo romanzo di Martina D’Adamo
| Denis Locoselli | Cultura

“Sono nata in una città che a lungo non è stata italiana. Aspra nei modi e nel paesaggio.
Intrappolata fra rocce taglienti che precipitano nel mare e colli selvaggi dalle viscere profonde.
L’Adriatico vi si infrange splendente nei giorni d’estate e feroce nei giorni di bora e il confine è una serpe che a lungo ha agitato le sue spire.
Trieste non ti accoglie, ma ti scruta, come farebbe una persona riservata e prudente.”
Così inizia “Trieste è una donna”, l’ultimo romanzo di Martina D’Adamo, l’autrice triestina attiva ormai da qualche anno nel panorama letterario italiano e nota soprattutto per il suo giallo “La civetta e il lupo”, ambientato sempre in regione, ma fra le montagne friulane.
Con “Trieste è una donna” Martina D’Adamo torna a casa, nella sua Trieste, o meglio torna alle radici, perché si tratta di un romanzo di memorie, ricordi raccontati e in un certo senso rivissuti.
“La sua stesura ha richiesto un approfondito lavoro di ricerca e studio della storia della mia città e oltre, fino all’Istria ed in generale al contesto storico della seconda guerra mondiale” dichiara l’autrice. “È stato un lavoro appassionante, che mi ha molto arricchito”.
“Potrei definirlo un romanzo storico-biografico” continua, spiegando che le vicende narrate sono quelle del secolo scorso, dagli anni Venti agli anni Cinquanta, ma da una prospettiva “intima, familiare”.
Trieste è una donna quindi, o meglio è quella donna, determinata e coraggiosa, colta e tenace che è la sua protagonista, Santina, che della città e del confine vive sulla pelle gli eventi più drammatici.
Martina D’Adamo ne segue le vicende da spettatrice, lasciandole la parola.
Santina ama leggere e studiare, suona il piano, attraversa una città sospesa fra Carso e mare, vivace e cosmopolita come solo un porto può essere: corre per le calli labirintiche di Cittavecchia, si tuffa dalla riviera di Barcola, pedala in bicicletta fino alla cittadella di Muggia, odora le erbe aspre d’Istria.
La sua vita spensierata precipita nelle voragini della storia: moti, dittature, guerra, occupazioni.
Eppure, come gli indomiti fiumi sotterranei del carso, dopo essersi inabissata nelle viscere della terra, torna ad emergere e lo fa con insospettabile vigore.
Un’opera coinvolgente che indaga l’intimo ed indissolubile legame fra l’ambiente e chi lo abita ed illustra alcune fra le pagine più difficili della storia triestina e istriana su cui si staglia il senso ineluttabile degli eventi ai quali possiamo però sempre opporre una vigorosa persistenza.
Martina D’Adamo
Laureata in Lingue e letterature straniere conseguita all’Università degli Studi di Trieste, ha frequentato un master in comunicazione presso l’Università di Udine.
Per diversi anni ha lavorato nell’organizzazione di eventi presso associazioni culturali e sportive, gestendone in particolare l’ufficio stampa e ha collaborato con riviste regionali e del Triveneto come articolista.
Autrice anche di numerosi racconti, oltre a “La civetta e il lupo”, che è il suo primo romanzo, ha pubblicato il compendio ironico e disincantato “Pillole di buon umore per neo mamme” e il romanzo per ragazzi “Le cinque gemme”.
Tutti i volumi sono disponibili su Amazon Libri.
Insta: martina_dadamo_books
Parole chiave: Trieste
Visite: 118



