Porto Vivo: la proposta di Trieste Bella per non dimenticare la storia

Ridare un nome, una memoria e la giusta dignità storica a chi ha contribuito a rendere grande Trieste, ma è rimasto troppo a lungo nell'ombra della toponomastica ufficiale. È questo il cuore della proposta presentata da Enrico Mazzoli nella conferenza tenutasi presso il Circolo Fotografico Triestino di via Zovenzoni 4.
L'incontro ha svelato i dettagli del dossier ufficiale che l'associazione Tiestebella APS ha inoltrato all'Ufficio Toponomastica del Comune di Trieste. L'obiettivo è sfruttare la storica riqualificazione dell'ex Porto Vecchio – oggi Porto Vivo – per intitolare i nuovi assi viari a una selezione di dieci illustri personaggi e grandi dinastie della Trieste marinara e scientifica a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Figure spesso cadute nell'oblio per via di cognomi considerati "difficili" o per precise scelte politiche del secondo dopoguerra, che preferirono celebrare personalità del tutto estranee alla realtà cittadina.
Uno dei capitoli più imponenti emersi dalla conferenza riguarda Bernhard von Wüllerstorf-Urbair, nato a Trieste nel 1816. Scienziato e Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Venezia, inventò e posò i primi cavi elettrici sottomarini della storia nella laguna veneta. Fuggito rocambolescamente a Trieste durante i moti del 1848, pianificò da Villa Necker insieme all'Arciduca Massimiliano d'Asburgo la storica crociera scientifica intorno al mondo della fregata Novara (1857-1859), di cui fu comandante.Nominato Ministro del Commercio dell'Impero nel 1865, unificò pesi e misure e, soprattutto, diede l'avvio formale e i finanziamenti per la costruzione del Porto Nuovo di Trieste (l'odierno Porto Vecchio). Il destino volle che il 10 agosto 1883, lo stesso giorno in cui moriva a Renon, da Trondheim partisse un telegramma a lui indirizzato che gli annunciava il successo scientifico del primo Anno Polare Internazionale nell'isola di Jan Mayen.
Durante l'incontro è stato sviscerato il profilo di: Carl Weyprecht, triestino per scelta assoluta dal marzo 1871. Guidò la storica spedizione polare austro-ungarica (1872-1874) verso l'Artico scoprendo la Terra di Francesco Giuseppe e battezzando un promontorio "Trieste". Quando la nave rimase intrappolata nei ghiacci, guidò una drammatica ritirata a piedi che anticipò le epiche imprese di Shackleton. Rientrato in città, ideò l'Anno Polare Internazionale (avviato nel 1882). Questa scintilla cooperativa crebbe nei decenni fino a sfociare nel colossale Anno Geofisico Internazionale (1957-1958) che portò al lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik. Il massimo organismo scientifico mondiale (ICSU) lo riconosce formalmente come il padre fondatore di questa epopea. L'epopea dei fratelli von Orel e la dinastia Zaninovich. La conferenza ha riacceso i riflettori su altre grandi dinastie nate e cresciute sul territorio giuliano:I fratelli von Orel: Il padre Eduard fu Amministratore del Castello di Miramare. Il figlio Eduard (Edoardo de Orel) inventò nel 1907 lo Stereoautografo, strumento prodotto dalla Zeiss che automatizzò la creazione di mappe topografiche perfette partendo da fotografie, aprendo la strada all'aerofotogrammetria. Nel primo dopoguerra scelse la cittadinanza italiana, subendo l'ostilità dei vecchi colleghi austriaci. Il fratello Walther (Gualtiero) fu un genio dell'elettrificazione ferroviaria europea, tanto che Vienna gli ha dedicato una via, mentre la terza mente di famiglia, Friedrich, fu stimato ingegnere forestale e minerario.
La famiglia Zaninovich: Il capostipite Antonio fu definito dall'esploratore Payer "il più valoroso" della Spedizione Polare del 1872, camminando fino al punto più a nord dell'Eurasia. Il figlio Giorgio Zaninovich divenne un maestro del Liberty triestino alla scuola di Otto Wagner; assunse la direzione dei Magazzini Generali progettando l'ingresso monumentale di Largo Santos, la Sottostazione Elettrica (l'edificio di maggior pregio artistico del comprensorio) e la ex mensa "Casa degli Operai", prima di emigrare in Argentina nel 1923. Accanto a lui operò il fratello Giovanni (Gino), che introdusse lo stile "neofiorentino" firmando l'edificio di via del Bosco 22 e l'iconica "Casa Cassab" in viale XX Settembre.
Il paradosso dei Panfilli e i giganti del mareI Panfilli e Josef Ressel: Arrivati da Venezia nel 1750, fondarono nel 1788 lo "Squero Nuovo" al Borgo Teresiano, sfornando oltre 600 navigli. Qui nacque la nave Civetta, che montava la rivoluzionaria elica di Josef Ressel, testata nelle acque del cantiere. Nel 1853 l'area venne ceduta per fare spazio alla Ferrovia Meridionale Trieste-Vienna. Oggi Largo Panfili ricorda erroneamente un pronipote soldato anziché la dinastia dei costruttori.
Gli Strudthoff: Il fondatore Georg Simeon Strudthoff aprì nel 1825 una fonderia a Sant'Andrea avviando nel 1846 la prima produzione di macchine a vapore marine. Sotto la guida del figlio Edoardo si espanse a Muggia fondando il Cantiere San Rocco. Nel 1857 l'impero si fuse nello Stabilimento Tecnico Triestino (STT) insieme al barone Pasquale Revoltella, varando oltre 300 navi e tracciando la via fino alla moderna Wärtsilä.
I Tripcovich e i Banfield: Società leader nei rimorchi fondata nel 1895 da Diodato Tripcovich. Sotto la guida dell'asso dell'aviazione Goffredo de Banfield, la flotta ottenne nel 1956 un mandato ufficiale dall'ONU per liberare il Canale di Suez dai relitti. Con l'abbattimento della Sala Tripcovich, la famiglia è rimasta senza un presidio toponomastico. Le pioniere della scienza e dell'arte: geologia, botanica e impressionismo Mazzoli ha voluto fortemente bilanciare la lista inserendo figure femminili d'avanguardia che si affrancarono dal dominio maschile dell'epoca, ottenendo primati internazionali: Marta Furlani (1886-1974). Nata a Trieste, fu la prima donna in assoluto a laurearsi in geologia presso l'Università di Vienna, con una tesi sulla Dalmazia. Fu inoltre la prima e unica donna eletta Presidente della Società di Geologia dell'Austria. Studiò a fondo la struttura geologica delle Dolomiti, del Salisburghese e del Ticino, collaborando stabilmente con il Museo di Storia Naturale di Vienna. Alla scomparsa del marito nel 1950, lottò per l'emancipazione accademica firmando le sue ricerche a nome proprio. Celebrata in Austria, nella sua città natale è stata fino a oggi del tutto dimenticata. Elisa Breig (1803-1870): Dama di compagnia di Carolina Bonaparte a Villa Murat, fu una botanica di fama internazionale lodata dallo scienziato Karl Koch. Esplorò l'Istria con Biasoletto e Tommasini. Nel parco di Villa Murat creò uno straordinario giardino botanico privato che, nel 1871, andò a costituire il nucleo originario e più importante del Civico Orto Botanico di Trieste. Camilla Leontine (Leo) von Littrow (1857-1925): Pittrice impressionista e femminista di livello internazionale, espose all'Esposizione Internazionale di Chicago del 1893 e a Londra. I suoi quadri immortalarono le coste adriatiche da Duino a Ragusa.
Heinrich von Littrow: Padre di Leo, inventò la tonalità di azzurro a intensità crescente per indicare la profondità marina nelle carte nautiche e fondò la specula da cui nacque l'Osservatorio Astronomico. Un'occasione storica per la città. L'appello lanciato da Mazzoli e Triestebella si offre come uno stimolo culturale imprescindibile per l'amministrazione comunale. La nascita del quartiere di Porto Vivo rappresenta l'occasione ideale per rimediare a decenni di oblio storiografico, facendo sì che i nuovi assi viari non siano solo freddi collegamenti urbani, ma elementi vivi che raccontano l'identità più nobile, scientifica e internazionale di Trieste.



