A Trieste una mostra che invita a guardare la fragilità umana: "Hospice, storie di una Russia sconosciuta"

A Trieste arriva una mostra che invita a guardare la fragilità umana con occhi nuovi, mettendo al centro la dignità e il valore di ogni persona. Dal 9 al 17 maggio 2026, negli spazi dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS, sarà visitabile “Un mondo in cui ciascuno è importante. Hospice, storie di una Russia sconosciuta”, un percorso espositivo intenso e coinvolgente dedicato al tema delle cure palliative.
L’iniziativa è promossa dal Centro Culturale Mons. Lorenzo Bellomi ed è stata realizzata in occasione del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli 2024, con il patrocinio dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina. Si inserisce inoltre nel progetto culturale “Per un mondo in cui ciascuno è importante”, sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.
La mostra affronta un tema delicato ma universale: quello della cura nelle fasi più fragili della vita. Lo fa raccontando una realtà poco conosciuta, quella degli hospice in Russia, luoghi nati dal dolore ma capaci di generare relazioni profonde, umanità e persino speranza.
Attraverso fotografie, testimonianze e racconti personali, il visitatore entra in contatto con esperienze concrete. Tra queste spicca la “Casa del Faro”, un hospice pediatrico che accoglie e sostiene centinaia di bambini e le loro famiglie, insieme alla rete di strutture per adulti fondata da Vera Millionščikova, figura chiave nello sviluppo delle cure palliative in Russia.
Composta da 31 pannelli e arricchita da contenuti video, l’esposizione si presenta come un “cantiere aperto”, simbolo di una realtà viva, in continua evoluzione.
Il percorso espositivo si articola in tre parti, pensate per accompagnare il visitatore in un’esperienza progressiva:
• La prima propone immagini di grande impatto visivo, invitando a riscoprire la persona malata con uno sguardo più umano e meno stereotipato.
• La seconda intreccia le storie dei protagonisti, mostrando come ogni esperienza, anche la più dolorosa, possa diventare occasione di significato.
• La terza affronta le grandi domande sulla vita e sulla morte, dando voce a pazienti, familiari e operatori sanitari.
L’apertura ufficiale si terrà sabato 9 maggio alle ore 18.00 presso l’auditorium dell’ITIS, in via Pascoli 31 a Trieste. Interverranno la curatrice Giovanna Parravicini, Raffaella Antonione e Lucia De Zen. A moderare l’incontro sarà Loredana Macaluso.
L’evento sarà arricchito da un intermezzo musicale con Andrea Masiero al violino e Viktor Guraziu al pianoforte, prima dell’inaugurazione ufficiale della mostra.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 9 al 17 maggio 2026, con i seguenti orari: ogni giorno dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.
Sono previste visite guidate su prenotazione, contattando il Centro Culturale Mons. Lorenzo Bellomi via email (
In un tempo in cui la fragilità viene spesso nascosta o temuta, questa mostra offre uno spazio per fermarsi, guardare e comprendere. Non solo un racconto di luoghi lontani, ma uno specchio che interroga ciascuno sul significato della cura, della relazione e della dignità umana. Un invito, in fondo, a riconoscere che ogni vita, fino all’ultimo istante, resta profondamente importante.
Franca Ricci Belletti
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