Al via la 3^ edizione del premio Grilz
C’è un filo che lega le polverose strade del Mozambico del 1987 ai moderni e tecnologici teatri di crisi in Ucraina o in Medio Oriente. È il filo della testimonianza diretta, quella che Almerigo Grilz chiamava il dovere di “andare a vedere”. Oggi, nella sua Trieste, quel filo è diventato una corda solida: è stata ufficialmente presentata a Palaz…
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C’è un filo che lega le polverose strade del Mozambico del 1987 ai moderni e tecnologici teatri di crisi in Ucraina o in Medio Oriente. È il filo della testimonianza diretta, quella che Almerigo Grilz chiamava il dovere di “andare a vedere”. Oggi, nella sua Trieste, quel filo è diventato una corda solida: è stata ufficialmente presentata a Palazzo Costanzi la terza edizione del Premio Giornalistico Almerigo Grilz, il principale riconoscimento italiano dedicato agli inviati di guerra under 40.
L’edizione 2026 non è solo un concorso, ma un’esperienza visiva. La presentazione è stata infatti accompagnata dall'apertura della mostra multimediale “Dentro il fuoco”. Curata con materiali d’archivio e reportage contemporanei, l'esposizione (aperta fino al 14 maggio) proietta il visitatore nel cuore dei conflitti. Foto, video e audio raccontano non solo la cronaca bellica, ma l'umanità ferita e la resilienza di chi vive sotto le bombe. È un omaggio a quella generazione di giornalisti che, nonostante la precarietà e il rischio, sceglie ancora di non affidarsi esclusivamente ai flussi social, preferendo la verifica oculare.
Nato per ricordare il primo giornalista italiano caduto in un teatro di guerra dalla fine del secondo conflitto mondiale, il Premio Grilz si è imposto rapidamente come un punto di riferimento per l'editoria italiana."Premiare i giovani under 40 significa investire sul futuro della nostra democrazia," è stato ribadito durante la conferenza stampa. "Almerigo Grilz ha aperto una strada: quella del giornalismo indipendente, capace di raccontare mondi lontani con occhi italiani".
Il concorso valuta opere divise in diverse categorie — dalla carta stampata ai nuovi formati digitali e social — con una giuria di altissimo profilo composta dai direttori delle principali testate nazionali e da veterani del reportage internazionale.
Il programma quest’anno è serratissimo. Per chi vuole capire come si racconta una guerra senza filtri, il cuore dell'azione sarà il Museo "de Henriquez": il 14 e 15 maggio sono previste sessioni intense di formazione per reporter e giornalisti.Ma il momento più atteso per il pubblico triestino è venerdì 15 maggio alla Sala Luttazzi (ore 20:30). Sarà un talk show dal titolo "Mondo nel caos": immaginatevi i veterani del fronte, come Fausto Biloslavo, che raccontano cosa succede davvero dietro le quinte delle notizie che leggiamo distrattamente sullo smartphone.
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