“Are” porta a Trieste la ricerca identitaria di Alessandra Garau, tra ritualità sarda e nuove narrazioni visive

Venerdì 3 aprile alle ore 19:00, presso il Knulp Bar (Via della Madonna del Mare 7/a, Trieste), sarà inaugurata “Are”, la mostra fotografica di Alessandra Garau, a cura di Daydreaming Project. L’esposizione si inserisce tra gli eventi introduttivi del festival d’arte drag Travest3, organizzato da Hangar Teatri e in programma dal 17 al 19 aprile 2026.
Il progetto Are si distingue per la sua forte carica espressiva e culturale: un lavoro fotografico che unisce ricerca estetica e riflessione identitaria, capace di mettere in discussione codici visivi e sociali consolidati. Le immagini nascono da un dialogo profondo con le tradizioni della Sardegna arcaica, tra maschere, ritualità e abiti cerimoniali, reinterpretate in chiave contemporanea. Ne emerge una narrazione visiva che supera le dicotomie di genere e apre a nuove possibilità di rappresentazione.
Attraverso un uso attento della luce e dello sfondo, che esalta volti, dettagli e cromie, Alessandra Garau costruisce un immaginario elegante e intenso, in cui il passato si proietta verso il futuro. Le sue fotografie non cercano la provocazione fine a sé stessa, ma restituiscono con naturalezza il diritto di ogni individuo a esprimere la propria identità, oltre i limiti imposti da convenzioni e pregiudizi. Il progetto si configura come una riflessione sul rapporto tra identità, appartenenza e trasformazione culturale, invitando a ripensare tradizioni apparentemente immutabili come terreno fertile per nuove narrazioni inclusive.
«Ho scelto di espormi per dare voce a chi ancora non riesce a farlo, a chi vive situazioni che impediscono di essere ciò che sente davvero», afferma l’artista.
Alessandra Garau, artista visiva sarda con base a Sassari, sviluppa da oltre un decennio una ricerca fotografica autodidatta incentrata sull’identità, sull’espressione dell’umano e sulla dimensione emotiva universale. Il processo creativo unisce pratiche tradizionali e tecniche contemporanee: ogni opera nasce da un bozzetto a mano, prosegue con lo scatto in ambiente naturale e si conclude con un’elaborazione digitale che sostituisce lo sfondo con un fondo nero neutro. Il risultato è una stampa fotografica essenziale, in cui la figura umana è illuminata da luce naturale e isolata su fondo scuro. Questo contrasto chiaroscurale, di suggestione caravaggesca, enfatizza la corporeità e la resa cromatica del soggetto.
La produzione di Garau è stata presentata in diverse mostre fotografiche, documentando l’evoluzione del suo percorso stilistico e concettuale, in un’indagine continua sull’identità e sull’essere umano.
L’inaugurazione sarà accompagnata musicalmente da Andrea Andrillo, cantautore e musicista sardo. Attivo dal 2015, esordisce con un concerto all’interno di un nuraghe. Tra i suoi lavori figurano Uomini, bestie ed eroi (2018) ed Elusive, a Soundtrack to Mark’s Diary (2019), entrambi per Radici Music Records. Nel 2023 pubblica Bella Cantendi, un concept poetico e politico realizzato con Michele Palmas e la collaborazione di Carmelo Pipitone, Brigata Stirner e Giacomo Deiana. Il brano “Sa Noti de is Animas” ha ottenuto il Premio della Critica e il Premio per il miglior testo al Premio Internazionale Andrea Parodi 2023.
La mostra sarà visitabile fino al 6 maggio 2026, tutti i giorni dalle 9:00 alle 21:00 (chiuso la domenica). L’ingresso è gratuito.
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