Skip to main content

RADIO IL MERIDIANO - L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO

● In diretta / On air
RADIO IL MERIDIANO
DAB canale 9B · 204,640 MHz
▶ ASCOLTA LA DIRETTA  ·  L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO  ·  DAB CANALE 9B  ·  ▶ ASCOLTA LA DIRETTA  ·  L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO  ·  DAB CANALE 9B  · 

Triestina-Virtus il giorno dopo, Gasperutti: "Campionato sorprendente, affrontata ogni partita come una finale"

Una bella Triestina sconfigge nettamente la Virtus Verona, frantumando le sue ultime speranze di avvicinare a 8 punti la quart’ultima del girone, per giocarsi le sue ultime carte ai play-out. La simpatica squadra del presidente/allenatore Gigi Fresco, ora dista 14 punti dalla Pergolettese e l’impre…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

Una bella Triestina sconfigge nettamente la Virtus Verona, frantumando le sue ultime speranze di avvicinare a 8 punti la quart’ultima del girone, per giocarsi le sue ultime carte ai play-out. La simpatica squadra del presidente/allenatore Gigi Fresco, ora dista 14 punti dalla Pergolettese e l’impresa di raggiungere i play-out risulta davvero improba, direi fuori portata per la squadra senz’anima che ha affrontato la Triestina ieri.

Partiamo da questa considerazione, la Triestina ha offerto la sua ennesima bella prestazione, eguale a quelle a volte sfortunate degli ultimi tempi in cui aveva pagato oltremodo errori, disattenzioni e carenze di organico anche numerico. Ieri ciò non è avvenuto perché ha finalizzato bene, magari come a Trento, ma poi non s’è fatta raggiungere sia perché la Virtus non è il Trento, anzi, sia perché gli avversari rimasti in 10 uomini e sotto di 2 reti, si sono arresi dopo un sussulto ad inizio ripresa. La resa di una squadra che ricordo sempre battagliera e di spirito, è stata francamente poco proporzionata all’importanza che si poteva presumere per loro la gara, e sono andati così incontro ad una debacle di grosse proporzioni, pur avendo di fronte una squadra alabardata baby, con Marino che aveva tolto dal campo i suoi giocatori di maggior peso, dando giustamente spazio ai suoi giovani, anche per non infierire…... Poca roba la Virtus, ma non togliamo i meriti ai nostri ragazzi, che continuano a disputare un campionato per me sorprendente, non guardano la classifica impietosa, ma affrontano ogni partita come se fosse una finale.

Marino e il suo staff hanno lavorato in modo impeccabile e meritorio e i risultati si vedono. Sul campo la squadra è impeccabile per impegno, come ripetuto più volte ha dei difetti di costruzione nell’organico, ma nulla si può imputare al loro orgoglio e dignità, ed è quello che generalmente i tifosi vogliono vedere da chi li rappresenta in campo. Quei 600 che hanno “affollato” i gradoni del “Rocco” li hanno giustamente applauditi, il risultato magari contava niente ma la prestazione è stata eccellente pur come detto agevolata, ma dobbiamo dire che in altre occasioni è andata male per analoghe circostanze negative, non dipendenti dall’amor proprio sempre messo in campo.

La partita è stata piacevole, molto scorrevole e ben giocata dagli alabardati; per 28’ è stata anche piuttosto equilibrata senza grosse emozioni. Qualche imprecisione difensiva ha provocato due ammonizioni dopo soli 20’ a Kosijer e Vicario, che vista la penuria di alternative difensive potevano essere dei macigni, invece sono stati bravissimi poi a non cadere in altri errori. Al 28’ Anzolin con una bordata dalla distanza parata a fatica dall’incerto Alfonso, ha stappato la bottiglia e lo champagne è straripato prorompente, con gli alabardati che hanno ripetutamente minacciato la porta rossoblù fino a scardinarla. 29’ Vertainen dopo uno splendido scambio libera Faggioli al limite, lui cerca di rientrare sul destro ma viene contrato in corner. 30’ sul corner D’Urso sull’altro lato spara fuori da buona posizione ma defilata. 32’ splendida azione manovrata che ha sfogo su tutto l’arco offensivo da sinistra a destra con passaggi rapidi e precisi. D’Urso conduce palla per Jonsson che libera Vertainen che rientra e dal fondo crossa, sulla respinta s’avventa Jonsson che s’aggiusta il pallone e batte Alfonso. Tutto molto bello. Ma la marea alabardata sale ancora. 35’ altro scambio Faggioli-Vertainen che sembrano trovarsi a meraviglia e gran tiro ma a lato. 39’ altra splendida azione manovrata che coinvolge mezza squadra e al limite viene liberato Tonetto, che però impatta male e tira alto. 45’ gran giocata di D’Urso che spara a rete e costringe il portiere ad una bella deviazione in corner. 46’ due corner consecutivi con pallone che ballonzola davanti alla rete e viene salvato sulla riga con affanno, poi rimesso in area si vede Faggioli ad un metro dalla porta che non riesce nella deviazione. La Triestina chiama l’FVS e l’arbitro le dà ragione e assegna il rigore con conseguente espulsione del difensore Toffanin. 51’ sul rigore impeccabile l’esecuzione di D’Urso e si va al riposo sul 2-0 meritatissimo.

La ripresa dopo un iniziale sussulto dei veronesi con un paio di tiri alti e un tiro centrale di Zerpellon ben parato da Matosevic al 62’ ma quando si era già sul 3-0, è un monologo dei triestini che segnano altre 3 reti, pur avendo inserito tanti giovani semi-esordienti per far fare loro esperienza. Segnaliamo tra le tante opportunità per incrementare il risultato, solo le tre splendide reti, tutte su azioni e molto pregevoli. 56’ Vicario (veramente buona la sua prova) trova in mezzo all’area Faggioli che con un pregevole colpo di tacco libera Vertainen il quale con il goniometro insacca colpendo l’interno del palo. Va messa in risalto la buona intesa tra le nostre due punte: peccato non averle avute a disposizione per tutta l'annata. 79’ sono già entrati i giovani e Kljaijc liberatosi nel controllo, segna un bel gol con una rasoiata rasoterra dal limite che bacia il palo. 91’ altro bel affondo sul quale si mettono in luce altri due giovani; Okolo imita Faggioli e con un colpo di tacco libera Begheldo che ha la soddisfazione di chiudere l’incontro 5-0, “game over”.

Con questi 3 punti sarebbero 32 conquistati sul campo, in piena zona play-out pur con tutte le traversie subite nella stagione che è inutile ripetere, ma che un onesto osservatore, non prevenuto, può tranquillamente mettere in conto. Se facciamo due conti, nel campionato di quest’anno che è stato piuttosto anomalo rispetto ai passati, per ottenere la salvezza diretta tenendo conto ovviamente dei 23 punti di penalizzazione, avremmo dovuto disputare un campionato d’avanguardia come il Brescia, impresa improba visto che la Figc ci aveva impedito di fare mercato, liberandoci soltanto a poche ore dalla scadenza. A conti fatti noi siamo stati condannati ai primi di gennaio con le due sconfitte consecutive con l’Alcione e a Lecco dopo alcuni episodi rivedibili; a quel punto con il -2 in classifica la squadra avrebbe dovuto fare un cammino da capolista con una media di 2 punti a partita, per sperare di arrivare ai play-out: conti alla mano si arrivava a 32 punti finali, che vista la classifica odierna potrebbero anche non essere sufficienti. Questi sono dati più che opinioni, purtroppo è andata così, è stata una stagione disgraziata in tutti i sensi e ora risalire sarà molto arduo perché la D è una brutta bestia: perché per il blasone che ci portiamo inevitabilmente dietro tutte le squadre delle piccole realtà venete ci aspetteranno con il coltello tra i denti per ottenere un risultato prestigioso. Perché per vincere il campionato anche squadre importanti come Chievo e Treviso hanno speso parecchio e non sempre ci sono riuscite. Perché per il momento siamo ancora in alto mare con i programmi e a quanto sembra, la proprietà è più interessata a ridare le basi ad una società che non le ha mai avute e che al momento sono ancora nelle intenzioni, più che a formare una squadra per l’immediata risalita. Probabilmente il giusto mix sarebbe l’opzione ottimale, perché è inutile menar il can per l’aia, se ogni anno dobbiamo dipendere dai soldi che un qualsiasi proprietario investe, con l'incognita di non fallire il mercato degli acquisti e così avanti per anni e anni, come ha sempre fatto la Triestina. Se non ci rendiamo conto che così si è sull’ottovolante e si sale e si scende facilmente, senza creare nulla di duraturo; eppure abbiamo degli esempi a pochi chilometri di distanza dove operando bene si investe e si dura nel tempo. Io lo dico da tempo, se vogliamo risorgere e in modo non effimero: prima le strutture, prima il centro sportivo e il settore giovanile con investimenti mirati sugli istruttori e poi il centravanti; non come abbiamo fatto sin dagli anni ’50 quando ho cominciato a seguire l’Unione, quando per accontentare i tifosi si dava priorità al centravanti, mentre i giovani si allenavano sul campo di Guardiella, magari su metàcampo con la squadra che militava in Serie A. Eppure allora le risorse c'erano, perchè il denaro arrivava e tanto da Roma, ma non si è mai pensato al domani: è stato sempre più importante il centravanti, come oggi e allora è inutile lamentarsi, dobbiamo solo pregare e sperare.  FORZA UNIONE.

BRUNO GASPERUTTI  

#ilmeridianots #triestinacalcio #brunogasperutti

Caffe a Meridiano - dalle 7.30 alle 9.00 gratis per te
B2BIG LIVE - MARKETING B2B 30 E LODE
Ferroedil Italia S.r.l. - oltre 40 anni di esperienza nella lavorazione del ferro: cancelli, ringhiere, carpenteria metallica - Trieste
Parole chiave: Trieste
Visite: 1089

SEGUICI SUI SOCIAL