Triestina-Trento il giorno dopo, Gasperutti: "Due punti gettati malamente, impegno encomiabile"
Proprio quando oramai ci si apprestava a festeggiare una bella vittoria contro un buonissimo Trento, ancora una volta il diavolo ci ha messo la coda ed è arrivata l’ennesima beffa. Non è un caso però che i finali di gara sono per la Triestina di sofferenza o in calo, oramai è successo più volte; ne…
| Redazione sport | Serie C
Bruno Gasperutti
Proprio quando oramai ci si apprestava a festeggiare una bella vittoria contro un buonissimo Trento, ancora una volta il diavolo ci ha messo la coda ed è arrivata l’ennesima beffa. Non è un caso però che i finali di gara sono per la Triestina di sofferenza o in calo, oramai è successo più volte; nei finali di gara si sono persi punti importanti contro Ospitaletto, Cittadella, Dolomiti, Vercelli e Trento. Si paga la non preparazione estiva, si paga la ristrettezza della rosa dove mancano alternative e quando l’avversario immette forze fresche, la nostra squadra cala di intensità e fatica subendo. A volte va anche bene, ma in questa stagione nata storta sembra proprio che la sorte non sia molto benigna nei nostri confronti, però a volte le disgrazie ce le andiamo proprio a cercare.
Ieri già in partenza la squadra era un po’ ridotta numericamente a causa dell’assenza di 3 titolari come Silvestri, Tonetto e capitan Ionita, si sapeva che Vertainen aveva un’autonomia ridotta, ma di questi problemi in un campionato lungo 10 mesi, bisogna tenerne conto: succede a tutte le squadre e non si può piangersi addosso, però ieri qualche problema ce lo siamo andati a cercare.
Mancavano 15’ alla fine più i canonici 4-5 minuti di recupero e la Triestina con una splendida azione Vertainen-Gunduz-Jonsson andava vicino al gol contrata in corner proprio davanti alla porta gialloblù. La squadra aveva disputato un'eccellente partita e l’1-0 era tutto sommato anche stretto, pur essendo stato il Trento sempre vivo e pericoloso, ma fino a quel momento, a parte un paio di tiri dalla distanza e una palla gol procuratasi da Chinetti in apertura gara con un’azione personale, non aveva granchè impensierito Matosevic.
Di cambi il buon Tesser ne aveva ben pochi, perché se togli 4 elementi ad una rosa piuttosto ristretta, quello che rimane è ben poco, intendiamoci non per la qualità dei panchinari, ma per l’attitudine che hanno e le esigenze necessarie in quel momento per sopperire ad eventuali “defaillance” dei titolari.
Ebbene se togli una punta (Vicario) e immetti un difensore centrale (Kosijer), se togli un centrocampista che fa legna (Crnigoj) e immetti un trequartista dai piedi buoni ma non propriamente un incontrista (D’Urso), se hai la sfortuna di perdere un difensore (Silvestro) e sposti un ottimo centrocampista (Jonsson) arretrandolo e facendo entrare un altro trequartista anche lui poco adatto alla copertura(Kiyine), oltre ad arretrare pericolosamente in baricentro della squadra, la indebolisci lasciando il centrocampo all’avversario e rinunciando al contropiede che inevitabilmente non puoi condurre con 70 metri di campo davanti, all’oramai esausto Gunduz e al rientrante Vertainen.
Io dalla tribuna posizione alquanto privilegiata e senza responsabilità, mai avrei tolto Jonsson dal mezzo e avrei mantenuta la linea a 4 portando Anzolin terzino e magari D'Amore in mezzo, poi davanti il motorino generosissimo Faggioli avrebbe aiutato di più.
Il Trento ha giocato tutta la partita con un 4-3-3, Pellegrini punta centrale con Chinetti e Capone ben larghi per aprire i terzini. Se viene inserito un altro centrale portando la linea a 5 e i nostri avversari mantengono i 3 attaccanti, è matematico che a centrocampo si ritrovano con 2 uomini in più, oltretutto contrati da giocatori che non hanno l’attitudine a difendere. Questo è stato il miss-match che ha fatto pendere la bilancia dalla parte trentina, che ha stretto d’assedio senza scagliare palloni alla disperata in area, ma con un gioco manovrato mentre la nostra squadra si difendeva strenuamente arroccata al limite dell’area di rigore, senza forze e mezzi per alleviare la sofferenza con azioni di alleggerimento, atte a far respirare la retroguardia.
Dopo tutta questa bella e noiosa filippica, voglio però sottolineare che è troppo facile stare in tribuna e senza avere il polso della squadra e senza sapere le condizioni fisiche dei giocatori, emettere giudizi. Ho troppa stima di Attilio Tesser per puntare il dito, lui è indubbio ne sa più di chiunque altro siede sugli spalti e se ha fatto queste scelte ne avrà avuto le sue ragioni, mentre io che me ne stavo in tribuna sorseggiando un cappuccino, non ho la competenza specifica per muovere appunti, esprimo semplicemente un’opinione che vale quel che vale.
Bisogna dire comunque che il pareggio viene da lontano, viene da una serie di palle-gol mancate per un soffio; come a Vercelli il nostro tanto bistrattato attacco ha creato almeno 3-4 palle-gol non di difficile trasformazione, mancandole malamente. Vicario dopo la buona prova della settimana scorsa, si è ripetuto rendendosi molto utile e dando vivacità, profondità e velocità all’attacco. Kliaijc molto maltrattato da Trainotti e mai difeso dall’arbitro, deve imparare a farsi rispettare perché i mezzi fisici importanti di cui dispone glielo permettono, ma di lui voglio ricordare la sontuosa palla gol che ha servito su un piatto d’argento a Gunduz, purtroppo rintuzzata da un’uscita del bravo portiere trentino. Gunduz merita un discorso a parte; è l’uomo più pericoloso della squadra e non è un caso che le azioni più pericolose, i tiri e i gol arrivino da lui. Ha un gran tiro, ha inventiva, spunto in progressione, ma sempre a mio avviso, non può giocare spalle alla porta lo si limita tantissimo, deve avere spazio davanti a lui che poi come un cingolato aggredisce diventando quasi irresistibile. Quello che deve affinare è invece l’ultima scelta nella giocata, che spesso lo limita e anche ieri ha scelto un paio di volte il lato cieco, non avvedendosi di un compagno libero sull’altro versante. Buona la prova della difesa sempre attenta…..meno che nell’occasione del gol e del centrocampo almeno fino al 77’. Sulla difesa un appunto. Si era nel recupero, si stava esultando perchè l’arbitro per la prima volta in stagione, ci aveva dato ragione su una Fvs non concedendo il rigore richiesto dalla panchina ospite e poi Matosevic con un intervento superbo, aveva deviato in angolo un pallone che Pellegrini di testa aveva messo sotto la traversa e che sembrava imparabile.
Però il veleno era nella coda, un corner come tanti, 10 maglie rosse in area piccola a formare un castelletto che sembrava impenetrabile, uno sparuto numero di maglie blu forse 5 a cercare di offendere, ma come contro la Pergolettese uno dei 5 riesce a trovare lo spazio (impossibile) in area piccola, stoppare il pallone di petto e calciarlo al volo nella porta da 5 metri.
Non si possono gettare al vento 2 punti così. Ora la strada è sempre più in salita, -9 in classifica con 5 gare ancora da disputare prima della sosta, la squadra è competitiva e gioca bene, ma per i problemi ben noti non fa punti.
Ora quanti punti si possono fare in questi 5 incontri di cui uno quasi proibitivo a Vicenza? Poi il mercato invernale e l’auspicabile arrivo di qualche rinforzo, che però non deve essere di contorno ma deve risultare determinante. Io voglio Ascagni, De Falco e Mascheroni/Costantini, non mezze figure riempitive, con questi facciamo 35 punti al ritorno e ci salviamo. Forza Unione non tutto è perduto, bisogna crederci fino in fondo, comunque la disponibilità, la voglia, l’agonismo e il cuore di questi ragazzi è encomiabile e per questo vanno sostenuti, ben oltre i 1.000 “garibaldini” di ieri sera.
BRUNO GASPERUTTI






