La ricetta della vittoria della Triestina sull'Arzignano: gruppo unito e voglia di non mollare
Ovviamente la strada resta decisamente in salita per la Triestina Calcio 1918, ma lo spirito di gruppo e la voglia di non mollare dopo l’ulteriore e “attesa” pesante penalizzazione sono stati nuovamente due degli ingredienti del successo interno ai danni dell’Arzignano/Valchiampo, che aveva eliminato tra l’altro i giuliani nel primo turno della Coppa Italia di serie C.
Un gruppo unito e lo stare bene insieme (nel contesto appunto di una compagine sportiva, ma anche in una compagnia di amici ad esempio) sono una base molto importante per ottenere risultati. Ci sono state molte formazioni dotate di giocatori decisamente bravi, ma non sono andate lontano, non avendo creato un feeling d’assieme e vivendo invece di individualismi e antipatie.
Siamo lontani dalla salvezza, intanto fin qua la squadra di Giuseppe Geppino Marino ha perso – giocandosela - la prima di campionato nella tana dell’Alcione Milano (1-0), poi ha pareggiato 1-1 in rimonta con il Lecco e impattato 1-1 con l’Ospitaletto Franciacorta (facendo recuperare) per poi espugnare (1-2) Lumezzane dopo essere andata sotto come con i vicentini in quest’ultimo turno disputato.
Ci sarà bisogno di ulteriori rinforzi mirati nel mercato invernale per provare ad arrivare a una salvezza miracolosa, ma intanto la sensazione è che la Triestina avrà sì qualche giornata storta (si spera il meno possibile), però spesso e volentieri lotterà con decisione per vincere ogni singolo incontro, tenendo il campo con organizzazione e buona volontà. Alla vigilia del via della stagione i tifosi non avevano i presupposti per poterlo auspicare.






