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A Giarizzole una targa in ricordo di Sior Gianni, persona dall'aspetto umano irragiungibile

Un’ora di forti emozioni. Baci, abbracci e pacche sulle spalle fra chi in gioventù era passato di lì. Il “lì” sta per il campo di Giarizzole, teatro delle gesta dell’omonima società di cui l’anima e factotum era Giovanni Notaristefano, sior Gianni per tutti. A un anno dalla sua scomparsa, oggi (s...
 |  Redazione sport  |  Calcio
Il momento dello scoprimento della targa, a sinistra Renato Notaristefano e a destra Andrea Mitri

Un’ora di forti emozioni. Baci, abbracci e pacche sulle spalle fra chi in gioventù era passato di lì. Il “lì” sta per il campo di Giarizzole, teatro delle gesta dell’omonima società di cui l’anima e factotum era Giovanni Notaristefano, sior Gianni per tutti. A un anno dalla sua scomparsa, oggi (sabato) pomeriggio, i suoi figli calcistici hanno voluto dedicargli una targa commemorativa. Erano presenti davvero in tanti perché a chi è passato di lì qualcosa di particolare è rimasto dentro, emozioni indescrivibili, dei ricordi bellissimi forse prima umani che sportivi. “Per tutti sior Gianni, fintamente burbero maestro di calcio e di vita per i ragazzi del G. S. Giarizzole dal 1971 al 1990”, questo il testo della targa con la foto di Notaristefano a bordo campo in via Flavia mentre dà indicazioni ai suoi giocatori. Qualcuno di questi ha fatto strada oltre i confini territoriali, altri invece si sono fatti valere in provincia, ma tutti sono rimasti assai legati a Sior Gianni.

Qualche parola in apertura di Roberto Cheber, poi di Antonio Podgornik (delegato provinciale della Figc ed ex giarizzolino) e quindi del padrone di casa don Alessandro. Poi è la volta di Andrea Mitri, ex tra l’altro alabardato e attualmente di professione attore, uno a cui dunque la capacità di parlare non manca: “Gianni aveva qualità eccezionali – racconta – aldilà delle sue capacità tecniche, un aspetto umano irragiungibile. Per molti di noi era un secondo padre, una sicurezza quando le cose non ci andavano bene. Disponibile sempre con tutti, soprattutto con chi stava per smarrirsi, un generoso, che assieme alla moglie Gianna ci faceva sentire tutti di famiglia”. In chiusura non potevano mancare le parole del figlio Renato: “Gli ex giocatori di papà volevano farmi una sorpresa tenendomi nascosta l’idea ma con i social ben presto l’ho scoperta e da un mese in qua ne sono stato partecipe pure io. In quest’ultimo periodo ho provato delle emozioni e delle sensazioni che mi hanno toccato molto, toccato soprattutto il gesto di rendere il ricordo costante nel tempo, un gesto di sensibilità d’animo profondo. E’ stata la partita più bella che voi avete vinto (parole rivolte alla platea, ndr) in sintonia massima con il suo spirito. Un grazie a tutti a caratteri cubitali, sono davvero orgoglioso di avere avuto un papà così”. Dopo le parole i fatti e cioè la scoprimento della targa da parte dello stesso Renato e di Andrea Mitri. Poi un brindisi fra tutti gli intervenuti con i calici alzati in cielo in direzione di Sior Gianni.

Parole chiave: Trieste


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