Pallacanestro Trieste, rotta su Gorizia: ma il Comune prova a evitare lo sfratto

Il futuro prossimo della Pallacanestro Trieste passa per una complessa partita fuori dal campo, dove la necessità burocratica si scontra con il desiderio di tornare al PalaRubini. Entro il 26 giugno, il club dovrà indicare il PalaBigot di Gorizia come sede per la stagione 2026/2027, una mossa precauzionale dettata dai tempi stretti dell'iscrizione al campionato. Tuttavia, il dialogo con il Comune di Trieste ha aperto uno spiraglio concreto per evitare l'esilio. L’Amministrazione ha infatti messo sul tavolo una proposta estremamente vantaggiosa: un canone annuo simbolico di 10.000 euro anziché i 150.000 previsti dal bando, a patto che la proprietà si impegni a presentare entro marzo 2027 un progetto di finanza per la gestione pluriennale dell'impianto. Per rendere la struttura più efficiente e sostenibile, il Comune ha pianificato investimenti per 3,6 milioni di euro, con lavori al via già quest'estate per l'illuminazione del parquet e l'adeguamento delle scale antincendio, affiancati da azioni per ridurre le onerose spese energetiche. Nonostante la disponibilità istituzionale a sostenere un asset sportivo di tale valore sociale, il Comune ha chiesto segnali di serietà e continuità da parte della dirigenza biancorossa dopo le recenti assenze ai tavoli di confronto. Il messaggio è chiaro: l’ente ha fatto la sua parte, offrendo strumenti finanziari e normativi solidi, ma ora tocca alla società dimostrare con i fatti di voler perseguire questo percorso di stabilità. La permanenza a Trieste dipenderà quindi da una visione strategica limpida e dal rispetto rigoroso degli accordi, in un momento in cui la città attende di vedere la squadra tornare a casa.
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