Friuli 1976, Visintin: "Quando la politica scelse la trasparenza e l’unità"
Riceviamo dal nostro affezionato lettore Claudio Visintin un suo ricordo sul terremoto in Friuli.
Care lettrici, lettori, prendo spunto da: “Il Friuli ricorda il terremoto del ‘76”.
Il sottoscritto ha avuto l’onore di lavorare in Giunta Regionale quando era nella vecchia sede in via Carducci, in qualità di “semplice” commesso alla presidenza della Giunta. Come non ricordare il capo di gabinetto, lo splendido ed eccellente dott. Giovanni Bellarosa, e il compianto indimenticabile presidente Antonio Comelli, poi soprannominato il presidente “del terremoto”. Ricordo che erano giorni frenetici, con riunioni in continuazione e contatti continui con i sindaci delle zone interessate. C’è stata la grande partecipazione del commissario del Governo alla gestione dei terremoti in Friuli nel 1976, il dott. Giuseppe Zamberletti, padre della protezione civile, persona davvero straordinaria. Ha dato vita fino alla totale ricostruzione, senza nessun intervento della magistratura, tutti gli atti erano limpidi e giusti secondo gli ordinamenti e la legge. Era la buona politica, la politica che decide, una classe dirigente che su certi temi straordinari non si divide, il modello istituzionale fondato sulla sussidiarietà fra Stato, Regione e i sindaci, la solidarietà ampia, la nascita della Protezione civile e la resilienza.
Ora ha ragione il presidente Massimiliano Fedriga quando per la cerimonia del Ricordo ha dettato la linea affinché il ricordo non rimanga fine a se stesso: «Durante tutto questo anno dobbiamo fare qualcosa che partendo dal 1976 arrivi nel presente e prosegua nel futuro. Se non lo faremo, questo patrimonio andrà perduto». A conferma che la gestione dell'emergenza e della ricostruzione completata in una decina d'anni in Friuli assume una rilevanza internazionale. La commemorazione dei morti avverrà durante la messa solenne che il 3 maggio sarà celebrata dal cardinale Matteo Zuppi. La seduta straordinaria del Consiglio regionale durante la quale, il 6 maggio, sarà rievocata la tragedia. E il concerto gratuito di Andrea Bocelli per ricordare, il 7 maggio, il drammatico 1976.
Mezzo secolo dopo il terremoto, gli eventi principali per rievocare la lezione appresa sulle macerie si svolgeranno a Gemona, la città che ancora oggi piange 400 delle mille vittime. Il posto d'onore sarà riservato al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nonostante la loro presenza non sia ancora stata confermata. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a Udine, si è limitato a dire: «Stiamo lavorando, sono ottimista. Saranno loro a comunicarcelo».
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